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La cucina giapponese

Vi siete mai domandati cosa siano quelle polpette bianche triangolari che Ranma mangia così di gusto? Come come si prepari il sukiyaki di cui Ataru è così ghiotto? Cosa ci sia dentro il sushi che consumano a valanghe? In questo e nei prossimi appuntamenti parleremo un po' di cucina giapponese ed impareremo a preparare alcuni golosi piatti.

A cura della CF Team

Articolo di: Grendizer

Introduzione:

L’elemento principale della cucina giapponese è, ovviamente, il riso. Il chicco si presenta piccolo e tondo (un po’ come il nostro riso arborio) e con un vago colore dorato. Il riso accompagna molte vivande, apre e chiude i pranzi e costituisce per molti il cibo principale o l’unico.

Nasce come cucina povera e affonda le sue radici nella sua storia e nella natura della sua terra e del suo mare. Le quattro isole principali che costituiscono il Giappone si estendono su una superficie totale di mille miglia di terra montagnosa e in minima parte adatta alle coltivazioni.

L’unica ricchezza del paese sono le sue acque pescosissime ragione per cui i prodotti della terra sono sempre stati in secondo piano rispetto a quelli del mare.

I giapponesi amano definire la loro cucina con la parola sappari che ha il significato di pulita, ordinata, leggera, irradiente onestà. Ed infatti essa è molto semplice ed altera il meno possibile la materia prima (il pesce addirittura è servito crudo!).

I piatti devono essere presentati curando la composizione e l’aspetto esteriore: prima del palato deve soddisfare la vista!

I pasti:

I pasti consumati durante il giorno sono tre:

Asa gohan (colazione del mattino): Tradizionalmente al mattino si mangiavano cibi salati. Era un pasto più simile al breakfast che alle colazioni all’italiana. È interessante notare che della colazione fanno parte anche cibi che per il nostro palato possono sembrare molto forti, soprattutto al mattino, come verdure sottaceto o in salamoia, pesce secco, eccetera. Ciò che comunque non può mai mancare è il riso, cotto per assorbimento d’acqua e privo di qualsiasi condimento, servito in una scatola laccata con coperchio che lo mantiene caldo. Il resto delle vivande cambia a seconda della stagione e può spaziare dalle uova, al pesce e alle verdure. Talvolta si può fare uso di piccoli fornelli, posati sulla tavola, su cui cuocere primizie di stagione, come funghi o altro.

Bento (pranzo a lavoro): Vi ricordate le scatolette laccate piene di quella specie di insalata di riso che tutti gli studenti giapponesi degli anime divorano nella pausa mensa a scuola? ecco, questo è il bento! E’ un particolare stile di cucina in cui le vivande vengono servite in un vassoio detto appunto bento, la parola è normalmente usata preceduta dall’onorifico “o” (obento). Oggi la cucina bento viene servita sia in ristoranti normali che in locali specializzati. Gli obento sono anche usati, in forma semplificata e racchiusi in una scatola, per gite, pic nic, durante il tradizionale hanami, cioè la visita ai ciliegi in fiore e durante i viaggi nei treni veloci a lunga percorrenza (Shinkansen).

La cena generalmente si consuma in famiglia ed i piatti possono essere molteplici:

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