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La danza del ventre

La danza del ventre (più precisamente danza orientale) è ormai famosa in tutto il mondo, anche se le sue origini sono orientali. Per la caratteristiche di questo genere di danza è logico supporre che[...]

danzadelventreLa danza del ventre (più precisamente danza orientale) è ormai famosa in tutto il mondo, anche se le sue origini sono orientali. Per la caratteristiche di questo genere di danza è logico supporre che entrano in gioco motivi che rimandano a concetti primordiali come quello di fertilità e procreazione legati ai movimenti dei fianchi e del bacino.

Queste parti del corpo sono da sempre connesse all’esaltazione della femminilità e soprattutto alla possibilità che la donna ha di generare e di portare avanti la specie umana.

Basti pensare per esempio, anche se in un contesto temporale e culturale differente, alla veneri del Paleolitico, la più conosciuta delle quali è la Venere di Willendorf, le cui forme sovrabbondanti, l’accentuazione dei seni, del ventre e delle cosce, avevano un fine propiziatorio.

Anche nell’arte quindi il mettere in evidenza i caratteri della capacità riproduttiva della donna si riferisce ad un’esigenza fondamentale di tutti i popoli di tutti i tempi. Anche nel caso della danza del ventre si è ipotizzato che esista un collegamento tra di essa e le cosiddette statuine “dal ventre fertile”, che risalgono a 20 mila anni fa.

Fra queste statuette la più famosa è la Venere Laussel, dai peculiari fianchi larghi. Un legame molto forte potrebbe esistere anche tra la danza orientale e i riti religiosi delle donne dell’antica Mesopotamia in onore alla dea-madre Ishtar.

Queste celebrazioni erano dei riti che avevano lo scopo di propiziarsi il favore della divinità, per assicurarsi la fertilità della terra e del ventre femminile. A tal fine le sacerdotesse si cimentavano in una danza propiziatoria, cercando di imitare nelle movenze i movimenti delle forze naturali, come le onde del mare o le fasi lunari o alcuni elementi come il serpente o l’uovo.

Alcune di queste movenze invece richiamavano in maniera esplicita il parto o gli atti sessuali. Queste le origini di un genere di danza che continua ad affascinare in ogni parte del mondo e che si pone come il simbolo della sensualità che sottende ben altre motivazioni più profonde per il gruppo umano: quella di evocare le forze soprannaturali per garantirsi la sopravvivenza per il futuro.

E’ significativo il fatto che questa evocazione avvenga attraverso il corpo. L’espressione corporea diventa un mezzo per rapportarsi al divino, per arrivare direttamente ad esso senza intermediazioni, escludendo anche quella verbale.

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