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Il Carnevale come inversione dei ruoli

Ciascuno di noi nella vita di ogni giorno ha determinati ruoli legati ai compiti che svolgiamo nella nostra famiglia, nel nostro lavoro, all’interno del nostro gruppo di amici. Sono ruoli che[...]

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Ciascuno di noi nella vita di ogni giorno ha determinati ruoli legati ai compiti che svolgiamo nella nostra famiglia, nel nostro lavoro, all’interno del nostro gruppo di amici. Sono ruoli che portiamo avanti con coerenza e che svolgono una parte importante nella costruzione della nostra identità, del modo in cui ci vedeno gli altri e di come noi stessi ci vediamo.

C’è un momento dell’anno in cui ognuno di noi può mettere da parte per un po’ i suoi consueti ruoli nella società e impersonarne altri. Tutto ciò si può fare durante il Carnevale, la festa che consente al buono di fare la parte del cattivo, al poliziotto di travestirsi da ladro, all’uomo da donna, alla persona seria di fare il burlone.

Ognuno di noi a Carnevale può indossare una maschera e un travestimento ed essere un altro rispetto a quello che è nella vita quotidiana. Il Carnevale è la festa che interrompe le abitudini e permette una generale inversione di ruoli, una collettiva trasformazione delle identità, che assume un carattere liberatorio e catartico.

Il tutto è chiaramente inquadrato all’interno di una cornice di festa comunitaria, che garantisce pur sempre un certo controllo sociale del ribaltamento dei ruoli contro possibili pericoli in cui potrebbe incorrere. Passata la festa, ognuno può ritornare a ciò che era prima, avendo ormai sperimentato in via passeggera modi di essere differenti e innovativi.

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