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Maschi e femmine: la divisione dei compiti

Nella nostra società vige una netta separazione tra le mansioni lavorative attribuite alle donne e quelle affidate agli uomini. A dire il vero gii questa separazione non è poi così netta, visto che[...]

preistoria

Nella nostra società vige una netta separazione tra le mansioni lavorative attribuite alle donne e quelle affidate agli uomini. A dire il vero gii questa separazione non è poi così netta, visto che molti ruoli sociali e le professioni legate ad essi sono divenuti interscambiambili. Tuttavia maschi e femmine si continuano a caratterizzare per una divisione dei compiti in seno alla società in cui vivono.

Qual è l’origine di questa separazione? Le sue origini vanno ricercate nella nostra preistoria, a partire dal dato biologico legato al fatto che le donne sono in grado di partorire i figli e che questi ultimi hanno bisogno di essere allevati per un periodo di tempo più lungo rispetto a quello che occorre ai piccoli di altre specie animali.

L’uomo, che non possiede questa capacità di fare i figli, ha assunto invece il compito di provvedere alle esigenze del gruppo e di proteggere le donne e i bambini. Apparentemente sembrerebbe una funzione inferiore a quella riservata alle donne, che avevano l’importante compito di occuparsi della prole. Invece col passare del tempo anche il compito di protezione affidato all’uomo divennne così importante da farlo considerare superiore ed esclusivo.

Si è cioè giustificato un processo ideologico facendolo passare come una funzione legata strettamente a delle capacità naturali, ignorando che si parte da un dato biologico, che però viene investito di elaborazioni ed idee. Di contro lo spazio riservato alla donne è restato stretto, essendo essa stata privata nella società moderna di quel potere “magico” legato alla sue capacità riproduttive, che godeva di gran lunga considerazione soprattutto nel mondo arcaico.

Le donne hanno però potuto nel corso del tempo intraprendere una dura lotta (tra l’altro non ancora conclusa), per raggiungere posizioni paritarie, ma tutto ciò si è verificato quando la nostra società ha ritenuto di dover ridurre al minimo l’attività generativa. Ciò ha consentito alle donne di trovare nuovi tempi e nuove prospettive, riducendo lo spazio dedicato a quel dato biologico che nella preistoria era stato l’elemento determinante della rigida separazione dei ruoli e dei compiti fra maschi e femmine.

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