Le modalità che gli uomini hanno stabilito nel corso del tempo per relazionarsi con il viaggio esprimono in maniera diretta il modo in cui le diverse civiltà si rapportano al tempo e allo spazio, dandoci indicazioni importanti sulle caratteristiche fondamentali dell’uomo nel suo interagire con l’ambiente e nel suo farlo diventare un contesto vivibile e segnato da spostamenti all’insegna dei contatti con gli altri e della scoperta del nuovo.
La dimensione del viaggio non implica solo uno spostamento fisico da un luogo all’altro, ma un coinvolgimento emotivo, che fa in modo che il viaggio si inserisca anche in una funzione prettamente psicologica. Viaggiare significa inoltrarsi anche nei territori della mente umana e comprenderne più a fondo motivazioni e aspettative.
Viaggiare significa inoltre predisporsi all’incontro con modi di vivere diversi, che possono contribuire in maniera significativa ad arricchire le nostre conoscenze e ad aprire i nostri orizzonti, compiendo uno spostamento reale e mentale fra mondi in cui le prospettive possono essere differenti dal nostro.
Fin dalla mitologia e fin dal più famoso viaggiatore di tutti i tempi, Ulisse, il viaggio rappresenta una dimensione privilegiata che l’uomo ha a disposizione per allargare il suo sguardo sul panorama antropologico e per avere maggiori informazioni sul mondo che lo circonda. Il viaggio si configura come uno strumento fondamentale dell’antropologia, vista come studio delle relazioni che gli uomini intrecciano con gli altri e con il proprio contesto di vita.

Pegaso








