
Per gli antichi Celti la notte del 31 Ottobre coincideva con l’affermarsi di una dimensione particolare in cui si fondevano il modo dei vivi con il mondo dei morti. In questa concezione un aspetto fondamentale assumeva a livello simbolico il fuoco. Simbolo di luce e di vita, il fuoco dei camini veniva spento, per rendere le case fredde e inospitali, in modo che gli spiriti maligni fossero distolti dal loro intento di possedere il corpo dei vivi.
Inoltre i Celti, a ricordare la fine di un ciclo naturale e l’inizio di uno del tutto nuovo, accendevano un unico grande fuoco da cui prendevano la nuova fiamma, con la quale ogni famiglia accendeva di nuovo il proprio focolare. I giovani inoltre erano soliti percorrere i confini delle fattorie con delle torce accese, in modo da proteggere uomini e animali dalle forze del male che si liberavano in quella notte. Il fuoco quindi come simbolo di rinascita e di protezione, come dimensione della vita che non si arrende all’inquietante fine del mondo naturale.

Pegaso








