Il ritorno dei morti in Friuli e in Molise

Fin dall’antichità si credeva che i defunti continuassero a mantenere anche dopo la morte certe abitudini che portavano avanti quando erano in vita. I corredi funebri presso le tombe sono la[...]

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Fin dall’antichità si credeva che i defunti continuassero a mantenere anche dopo la morte certe abitudini che portavano avanti quando erano in vita. I corredi funebri presso le tombe sono la dimostrazione di questa credenza. In Friuli si crede che i morti continuano a ritornare fra i vivi e si ritiene che compiano dei pellegrinaggi presso santuari e chiese lontani dai paesi e dalle città. Le anime escono dai cimiteri con scarpe di seta e con abiti bianchi. Chi entra in chiesa nel corso di questi ritorni dei morti è destinato a morire al canto del gallo.

I morti ritornano soprattutto nel giorno o nei giorni successivi alla loro morte. In Molise si è soliti lasciare la casa per un giorno e una notte per lasciare libera l’anima del defunto di ritornare e di mangiare qualcosa. E’ quasi come se si volesse continuare a mantere i legami con le persone care anche quando queste non ci sono più. Il tutto è volto ad esorcizzare l’idea della seperazione e della non esistenza, continuando ad attribuire a chi non c’è più comportamenti che lo legano alla vita terrena.

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