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Guifà e la storia del profumo della carne arrosto

Giufà di solito appare come un personaggio dalle trovate piuttosto insolite, che spesso non si caratterizzano per grande acutezza di ingegno. A volte però il suo atteggiamento è fonte di riflessione,[...]

bilancia tribunale

Giufà di solito appare come un personaggio dalle trovate piuttosto insolite, che spesso non si caratterizzano per grande acutezza di ingegno. A volte però il suo atteggiamento è fonte di riflessione, perché assume dei risvolti degni di nota, in quanto sono espressione di una saggezza popolare, che colpisce per la sua praticità e per le sue considerazioni semplici e allo stesso tempo ammirevoli. E’ il caso della storia in cui Giufà si trova a decidere su un caso controverso. In questa storia il nostro personaggio appare insolitamente nelle vesti di giudice.

Davanti al giudice Giufà viene portato un uomo che era stato accusato di un fatto piuttosto insolito. L’uomo in questione era molto povero e un giorno per caso si era ritrovato a passare presso una bottega in cui si vendeva carne arrostita. L’uomo rimase preso dal profumo della carne, ma non aveva i soldi per comprarsene un pezzo. Per questo decise di comprarsi un po’ di pane e si mise a mangiarlo mentre si limitava ad assaporare il gradevole odore che si sprigionava dalla carne.

A questo punto il padrone della bottega della carne gli chiese di pagare per aver usufruito del buon profumo, ma l’uomo si rifiutò di pagare. Fu così che i due si recarono da Giufà che doveva giudicare in merito. Giufà prese una moneta, la fece cadere sul tavolo, facendola tintinnare e poi, rivolgendosi al padrone della bottega, disse che il pagamento per il profumo della carne l’aveva ricevuto: il suono della moneta.

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