
La Gioeubia è una tradizione tipica della provincia di Varese, che viene messa in atto l’ultimo giovedì di Gennaio. Il nome sta ad indicare la strega, che viene bruciata sotto gli occhi di tutti. Alcuni ritengono che la festa risalga ai tempi dell’Inquisizione, altri ne situano le origini alla tradizione celtica, quando si era soliti bruciare dei fantocci per favorire il buon esito della semina.
Secondo ulteriori ipotesi la tradizione nacque ai primi tempi del Cristianesimo, quando i sacerdoti bruciavano le divinità pagane. Per tutti la Gioeubia continua ad essere la strega dell’inverno. Il cerimoniale nel corso del tempo ha subito dei cambiamenti, ma l’essenza della ricorrenza è sempre la stessa.
Si costruiscono dei fantocci con le sembianze da strega, si accendono i falò e ad una certa ora si procede a bruciare il tutto. Un tempo si danzava intorno al fuoco acceso nella piazza del paese o si girava per tre volte intorno al falò, perché si credeva che portasse bene. Ancora oggi si sta attenti all’andamento delle fiamme: se il fuoco scoppietta allegramente e sale verso l’alto è di buon auspicio.
Bruciare la strega vuol dire semplicemente preparasi alla fine dell’inverno ormai prossima e lasciarsi dietro gli eventi da dimenticare. Vuol dire insomma inaugurare un tempo nuovo. Molti infatti sono soliti attaccare ai vestiti della strega o buttare nel fuoco dei bigliettini, che portano scritti gli eventi negativi che si sono verificati di recente, in modo che le fiamme le portino via con esse.

Pegaso








