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La leggenda del diavolo e della bella fanciulla

In passato le famiglie del vicinato erano solite riunirsi per trascorrere le lunghe serate invernali, dedicandosi ad attività che nella vita e nei ritmi agricoli erano al centro dello svolgimento del[...]

notte

In passato le famiglie del vicinato erano solite riunirsi per trascorrere le lunghe serate invernali, dedicandosi ad attività che nella vita e nei ritmi agricoli erano al centro dello svolgimento del tempo quotidiano. In un contesto simile nacque una leggenda tipica della Valle D’Aosta che racconta della vicenda dell’incontro del diavolo con una bella fanciulla. A fondamento di ogni popolo e di tutte le tradizioni le leggende ci dicono molto dell’immaginario di un gruppo umano. Si racconta che alcune famiglie erano riunite per la consueta veglia invernale trscorsa in compagnia, quando alla porta si presentò un giovane che chiese ospitalità.

Quest’ultima gli venne accordata in cambio di una prestazione di lavoro. Il forestiero accettò di aiutare a sgusciare le noci. Una ragazza di grande bellezza che era lì presente entrò subito in confidenza con il giovane, visto che tra i due cominciava a sbocciare una certa simpatia. Il lavoro intanto continuava. Ad un certo punto un ragazzo si accorse che il forestiero eseguiva il lavoro al contrario, gettandoper terra le noci e non il loro guscio. Chinatosi per raccogliere le noci, grande fu la sua sorpresa quando si accorse che l’ospite aveva degli zoccoli di animale invece dei piedi. Spaventato corse a chiamare il parroco, alla vista del quale il forestiero (che era il diavolo sotto mentite spoglie) fuggì, graffiando in maniera indelebile il volto della ragazza con la quale aveva stretto amicizia.

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