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Preghiera contro gli animali pericolosi

Esiste una particolare preghiera in dialetto siciliano, che la tradizione popolare vuole che abbia il potere di difendere dagli animali pericolosi. Frutto di un ambiente rurale in cui incontri di questo[...]

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Esiste una particolare preghiera in dialetto siciliano, che la tradizione popolare vuole che abbia il potere di difendere dagli animali pericolosi. Frutto di un ambiente rurale in cui incontri di questo tipo non erano rari, questa orazione mette in evidenza una concezione del mondo ispirata ad un principio prettamente magico, secondo il quale determinate parole hanno il potere di influire sul mondo esterno.

Ad essere chiamate in causa sono le figure della religione ufficiale, come San Paolo e Cristo stesso, che, secondo una vera e propria rielaborazione culturale, intervengono a proteggere dagli animali. Una trasposizione che viene riadattata ad un contesto quotidiano, di cui queste parole si fanno espressione chiara.

San Paulu rama d’addauru,
uci di Cristu, ammazzimi a chistu;
un tuccari a mia,
ca sugnu figghiu ri Maria.

La versione in italiano è la seguente:

San Paolo ramo d’alloro,
voce di Cristo, ammazza questo animale;
non farmi del male,
perchè sono figlio di Maria.

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