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Scongiuro e rito contro il malocchio

Lo scongiuro che segue è attestato nella sua forma originale a Casalvecchio e viene recitato quando si vuole liberare un luogo o una persona dal malocchio. Il tutto viene inserito all’interno di un[...]

libri antichi

Lo scongiuro che segue è attestato nella sua forma originale a Casalvecchio e viene recitato quando si vuole liberare un luogo o una persona dal malocchio. Il tutto viene inserito all’interno di un particolare rituale che prevede l’uso di una tegola, all’interno della quale vengono messe delle erbe che vengono raccolte nel giorno della Domenica delle Palme. Fra queste erbe occorre usare foglie di arancio amaro, rametti d’ulivo e rosmarino. Inoltre si devono utilizzare dei carboni accesi, per riempire di fumo la casa o la persona che si crede essere soggetta alle forze negative. Ancora una volta la religione e le sue figure principali viene rielaborata dalla tradizione popolare in forme originali per scopi magici.

Nostru Signuri di Roma vinia
‘na palma d’oliva a li manu tinia,
supra l’altaru la binidicia,
scippava l’occhi a cu mali facia.
Cu tri pani e cu tri pisci
nostru Signuri nn’abbunnisci.

La versione in italiano è la seguente:

Nostro Signore veniva da Roma
teneva in mano una palma di ulivo,
la benediceva sull’altare,
cavava gli occhi a chi faceva del male.
Con tre pani e con tre pesci
nostro Signore ci dà abbondanza.

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