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Il re del Carnevale

Una tradizione legata al Carnevale e diffusa in molti di luoghi in tutta l’Europa, soprattutto durante il Medioevo, è quella di designare quello che può essere definito il re del Carnevale.[...]

travestimento di carnevale

Una tradizione legata al Carnevale e diffusa in molti di luoghi in tutta l’Europa, soprattutto durante il Medioevo, è quella di designare quello che può essere definito il re del Carnevale. L’usanza si inquadra perfettamente nell’ambito del concetto del rovesciamento dei rapporti sociali a livello gerarchico. La persona che viene scelta come re del Carnevale appartiene infatti in genere ad una classe sociale piuttosto bassa. Non è raro il caso in cui si tratti del caratteristico scemo del villaggio, che assurge ad una posizione più elevata rispetto a quella che occupa di solito. L’individuo in questione viene fatto vestire in modo particolare e viene portato per le strade in processione su un carro. Tutti lo lodano e allo stesso tempo si prendono gioco di lui. Il tutto si conclude con la sua condanna a morte.

A questo scopo si sostituisce la persona con un fantoccio e viene attuato il rito dell’uccisione del Carnevale che rappresenta a livello simbolico il percorso di morte e rinascita della natura e si situa in un contesto che rinvia a delle radici prettamente rurali. Prima di morire il re del Carnevale fa un testamento, in cui denuncia i soprusi subiti dalla comunità e il fantoccio viene poi bruciato sul rogo, affidandosi alla funzione purificatrice del fuoco. Infine si celebra un vero e proprio funerale. Ritorna il carattere di purificazione che era presente anche nelle antiche feste di Febbraio celebrate nella Roma antica.

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