Le maschere e il rovesciamento delle identità

Le radici del Carnevale hanno origini lontane e sono rappresentate essenzialmente dal carattere sovversivo dell’ordine consueto, che viene realizzato per un certo numero di giorni. I corrispettivi[...]

maschera di carnevale

Le radici del Carnevale hanno origini lontane e sono rappresentate essenzialmente dal carattere sovversivo dell’ordine consueto, che viene realizzato per un certo numero di giorni. I corrispettivi romani del Carnevale sono i saturnali e i culti dionisiaci, che segnano un momento di passaggio dall’inverno alla rinascita costituita dalla primavera. Le maschere rappresentano elementi essenziali della festa e anch’esse hanno un’origine molto antica. Il loro uso si può fare risalire all’epoca paleolitica, nella quale gli uomini erano soliti travestirsi per mettere in atto riti magici e le maschere dall’aspetto orribile servivano a spaventare e ad allontanare gli spiriti maligni.

Anche nei Baccanali veniva messo in atto l’uso delle maschere in un contesto di licenziosità in cui si era soliti abbandonarsi al vino e alle danze. L’uso delle maschera si deve inquadrare nel carattere di sovvertimento tipico del Carnevale. Attraverso le maschere e i travestimenti vengono annullate differenze individuali e sociali, lo status di ognuno si riduce ad un vero e proprio rovesciamento, rimescolamento o processo di uniformità delle identità. Non esiste più il ricco o il povero, l’infelice o il fortunato, il professionista o il misero lavoratore, ma tutti diventano uguali, assumendo ruoli diversi. La maschera è quindi il mezzo, attraverso il quale si realizza il caos e la rottura degli schemi.

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