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Il risveglio della primavera

Sembra che gli uomini fin dai tempi più antichi abbiano nutrito il timore che la primavera stenti ad arrivare. La paura che le forze della natura non si risveglino e non mettano in movimento quel ciclo[...]

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Sembra che gli uomini fin dai tempi più antichi abbiano nutrito il timore che la primavera stenti ad arrivare. La paura che le forze della natura non si risveglino e non mettano in movimento quel ciclo naturale che è garanzia di sopravvivenza e di abbondanza. Per questo gli uomini hanno messo in atto varie strategie che intendono propiziare l’arrivo della bella stagione. Ogni sistema culturale ha espresso questo intento a suo modo. Particolare è a questo proposito la tradizione tipica della valle dell’Agno.

Qui gli individui l’ultima domenica di Febbraio lasciano i loro borghi e scendono in direzione della valle , portando con loro pentole e campane. Questi oggetti vengono usati per fare rumore, in modo che la primavera addormentata possa svegliarsi dal suo lungo sonno. Una tradizione che vuole esorcizzare l’atavico timore di un non ritorno della primavera e che vuole sottolineare un momento di passaggio molto delicato, di cui l’uomo ha bisogno di prendere consapevolezza.


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