
La religione ufficiale è in maniera assoluta contraria alle credenze superstiziose, eppure molte volte, specialmente in quelle formule che possiamo far rientrare nella categoria degli scongiuri popolari sono frequenti i richiami al Cristianesimo. Una sorta di appropriazione indebita, che si caratterizza come un miscuglio di strati culturali differenti. La tradizione popolare infatti non distingue a volte tra religione e superstizione e accade perciò che nelle formule tradizionali vengano invocati i santi e la divinità propria della religione ufficiale.
In uno scongiuro contro il malocchio che è stato raccolto da Giuseppe Pitrè per esempio si suole fare il segno della croce di una persona che si ritiene colpita dalle forze negative, per liberarla dal malocchio. E a questo scopo vengono ripetute le seguenti parole.
Oh (il nome della persona) malarusu, chi avisti, chi malisti?
Fu l’occhiu chi sducchiò.
Fu la vucca chi parrò.
Tri cunzati e dui guastati.
Patri, Figghiu e Spiritu Santu!
Si cosa cci ha,
a mari si nni va
in nomu di la Santa Trinità!

Pegaso








