Credenze magiche in Egitto sulle raffigurazioni nelle tombe

Gli antichi Egizi credevano che le raffigurazioni sulle tombe e gli oggetti al loro interno si animassero. Una concezione che lega la magia all'al di là e che non separa il reale dall'immaginario.

scrittura egiziana

Sono vari i riferimenti che nelle diverse culture vengono fatti nei confronti della magia. In molti casi gli elementi magici presentano un legame molto stretto con l’al di là. È il caso dell’antico Egitto, in cui si può riscontrare una particolare credenza relativa alle raffigurazioni sulle tombe e agli oggetti che venivano posti all’interno di esse.

Gli Egizi credevano che, quando le tombe venivano chiuse, gli oggetti e le raffigurazioni diventassero animati. Proprio per questo i parenti erano soliti cancellare i pittogrammi che raffiguravano la vipera, per evitare che il defunto ne venisse morso.

L’idea che i disegni possano assumere vita propria e agire sugli uomini rivela un modo di interpretare la realtà che non si ferma solo al fenomenico, ma si intreccia in maniera inscindibile con il nascosto, l’invisibile e il non conoscibile attraverso i sensi.

Si tratta di una concezione che vede l’universo permeato di richiami ineludibili che riescono ad instaurare rapporti alogici fra gli eventi e gli elementi che compongono il reale. In sostanza in questo genere di credenze viene a mancare il confine netto tra reale e immaginario. Il risultato è un prodotto culturale del tutto originale.

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