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Generalità sulle patologie delle api.

Diamo un sguardo alle patologie delle api. Nozioni importanti per i neo-apicoltori.

Come tutti gli
esseri viventi, anche le api soffrono di malattie ed ogni apicoltore dovrebbe
conoscerne i sintomi ed i possibili rimedi.

Conoscere i sintomi delle malattie
consente all’apicoltore di intervenire in tempo per evitare la morte di una
famiglia di api ed evitare il contagio.

Sono molteplici i criteri adottati per
classificare le malattie delle api. In particolare:

1. Malattia
parassitaria
: quando causata da agenti vivi animali o vegetali
2.
Malattia non parassitaria: quando causata da problemi fisiologici
correlati ad esempio all’ambiente circostante (alimentazione, clima,
umidità)

Un altro criterio si fonda sulla distinzione tra le patologie
dell’ape adulta e quelle della covata.
Riprenderemo le singole
patologie successivamente.

In questa sede vogliamo accennare qualche utile
consiglio destinato ai neo-apicoltori.

Il primo consiglio è di considerare un
alveare come un unico “essere vivente”: sulla distinzione delle patologie in
funzione dello stadio di sviluppo dell’ape non si deve credere che una patologia
che affligge la covata non si ripercuota sull’intero “sistema famiglia”; così
come una malattia che colpisce le api adulte non abbia le sue ripercussioni
sulla covata.

Il principio è molto semplice: ogni famiglia/arnia deve essere
considerata come un unico “sistema”. E’ molto importante valutare la
forza e l’equilibrio di una famiglia perchè costituisce una difesa contro
le patologie.

Allo scopo bisogna essere severi nelle procedure di invernamento
di una famiglia: tenere le famiglie con abbondanti scorte e con un numero di api
in equilibrio ed in numero sufficiente per superare i lunghi inverni.

Per
l’apicoltore è fondamentale documentarsi sulle patologie apistiche in modo da
riconoscerne i sintomi già nei primi stadi di sviluppo e per poter intervenire
tempestivamente.

In campo apistico è sempre bene effettuare trattamenti di
precauzione
, infatti il pericolo di reinfezioni è sempre alle porte per la
natura stessa con cui le api vengono in contatto tra loro.

Normalmente per l’ape
adulta non esistono sintomatologie specifiche, tranne in alcuni casi (ad esempio
la Varroa), per le patologie della covata la sintomatologia è spesso specifica.

Con questo vogliamo intendere che, nel caso della covata, è più facile rendersi
conto di una possibile malattia: l’aspetto dei favi e delle larve è normalmente
caratteristico e dà all’apicoltore la possibilità di discriminare il tipo di
patologia.

L’apicoltore non deve concentrarsi su singoli alveari infetti (fosse
anche uno), ma considerare i rischi che questi potrebbero comportare in caso di
contagio nell’apiario.

Di qui la decisione di dover sopprimere una o più
famiglie per salvare le altre.

E’ una dura scelta, ma tavolta è l’unica
possibile. L’ultimo consiglio che vi suggeriamo è quello di non considerare mai
una malattia come un fenomeno a sé stante, ma di analizzarla con occhio clinico
nel contesto ambientale della famiglia.

Bisogna poi ricordare che l’uso di
farmaci ha un limite: i prodotti dell’alveare andranno sulla nostra tavola e
dunque bisogna sempre rispettare i termini di legge nelle applicazioni.

Questo,
per l’apicoltore, ha un peso etico ed economico.