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La tarma Acherontia atropos L.

Si avvicina il momento di conservare i favi, vediamo come proteggerli dalla tarma Acherontia atropos L.

La più grande
tarma della cera è il lepidottero Acherontia atropos L., lunga circa 2
centimetri e con un’apertura alare di 3 centimetri. Le larve di questo
lepidottero possono distruggere i favi costruendovi delle gallerie.
La
miglior difesa contro questa tarma è quella di mantenere forti le famiglie di
api, in modo che possano rispondere all’offensiva dell’Acherontia. Diverso è il
caso relativo alla conservazione dei favi che richiedono molta cura
all’apicoltore per evitarne la distruzione in seguito ad attacchi di muffe o
tarme.
Contro la tarma Acherontia, o detta anche testa di morto, abbiamo a
disposizione sia un approccio chimico sia uno biologico.

Controllo
chimico
Attualmente
il solo controllo chimico disponibile è rappresentato dal paradiclorobenzene
(PDB).
Per usare il PDB è necessario impilare i telaini da nido a
gruppi di 5 (10 se da melario) ed otturare, con del nastro adesivo, gli
interstizi tra i telaini (lungo i quattro lati).
La pila va collocata
su una superficie piana in modo che i gas del PDB non si disperdano.
A questo
punto si possono applicare le tavolette di PDB, nella quantità di 80 grammi per
ogni pila di telaini.
Ogni 2-3 settimane è opportuno verificare la presenza
di PDB ed aggiungerne dell’altro quando è evaporato.
Il PDB esplica la sua
maggiore efficacia a temperature superiori a 21 °C.
E’ importante ricordare
che prima di riutilizzare i telaini è indispensabile arieggiarli per qualche
giorno.
Attenzione: il PBD è nocivo alle persone
ed agli animali, non usarlo su favi contenenti miele.

Controllo
non-chimico
Un metodo può
essere quello di utilizzare “alte” temperature contro questa tarma.
In tutti
gli stadi di sviluppo, questa larva viene uccisa a temperature di 46°C per 80
minuti o per 40 minuti a 49°C.
Attenzione: non
esporre i telaini a temperature superiori a 49°C soprattutto se contengono
ancora residui di miele. A questa temperatura la cera si deforma facilmente e
potrebbe rendere i telaini inutilizzabili. Viene raccomandato di muovere i
telaini, dopo il trattamento termico, solo a raffreddamento ultimato. L’uso di
ventilatori ad aria calda sono consigliati.
Un altro metodo biologico, contro
questa tarma, è il freddo.
Questo metodo ha il vantaggio di non portare a
deformazione i favi.
Attenzione: più la
temperatura viene abbassata più la cera diventa friabile e soggetta a
rotture.

Di seguito le
temperature ed i tempi di esposizione per far soccombere questa tarma in
qualunque stadio del suo sviluppo:











Temperature

Ore di esposizione

-7°C


4.5


-12°C


3.0


-15°C


2.0


Terminati i
trattamenti, che avete scelto, immagazzinate i telaini in un luogo protetto in
cui la tarma non può accedere.
E’ buona norma ispezionare mensilmente i favi,
specialmente quando le temperature cominciano a raggiungere i
15°C-16°C.