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Contratto di lavoro a termine.

Il contratto a termine è disciplinato dal decreto legislativo n. 368 del 2001, che ha abrogato la legge n. 230 del 1962. Esso è stipulato in ragione di causali di tipo tecnico, organizzativo, produttivo[...]


Il contratto a termine è disciplinato dal decreto legislativo n. 368 del 2001, che ha abrogato la legge n. 230 del 1962.

Esso è stipulato in ragione di causali di tipo tecnico, organizzativo, produttivo o sostitutivo.

Necessita di una forma scritta ad probationem.

E’ vietato stipulare contratti a termine in sostituzione di lavoratori in sciopero, in aziende che non hanno effettuato la valutazione dei rischi, e in aziende nelle quali si è ricorso a licenziamenti collettivi o cassa integrazione nei sei mesi precedenti.

E’ possibile la proroga del contratto a termine, ma con alcune condizioni: vi deve essere il consenso del lavoratore dipendente, vi devono essere delle ragioni oggettive, la proroga è possibile per la stessa attività, può avvenire una sola volta, la durata massima di contratto e proroga è di tre anni; se si desidera eccedere tale limite, vi deve essere il consenso della Direzione provinciale del lavoro.

Il lavoratore a termine gode del diritto di non discriminazione, e della proporzionalità degli istituti contrattuali.

In azienda, vengono computati solo i contratti a termine di durata superiore ai nove mesi.