Questo sito contribuisce alla audience di

Che fine farà il classico?

un viaggio nella tradizione interpretativa della parola "classico" e una riflessione sul cambiamento di questo termine

Salvatore Settis, preside della Scuola Normale Superiore di Pisa, ma anche professore ordinario di Storia dell’arte e Archeologia Classica presso la stessa scuola, ha pubblicato, con l’editore Einaudi, il volume Futuro del ‘classico’.

L’opera è composta da quindici paragrafi, nei quali l’autore, attraverso una ricca e puntuale documentazione, tratta il problema della “classicità”, cioè della fase antica, greco-romana, della storia e cultura europea, del suo significato, valore e funzione nei tempi di formazione delle nazioni occidentali fino a giungere ai giorni nostri e ad ipotizzare il futuro.

Lo stile è chiaro, scorrevole; l’opera quindi risulta piacevole e attira sin dalle prime pagine, anche perché recupera e propone periodi storici, fenomeni politici, culturali, artistici, di cui oggi, quasi più nessuno, ha memoria.

Grazie a Settis, si ha il piacere di riscoprire date, opere, luoghi, eventi che, ormai, sono passati, lontani da noi. Ma l’antico torna a valere in questo libro giacché, in ogni epoca (compresa la nostra), si scopre la sua azione e si discute su come interpretarla, anche mediante continui riferimenti a posizioni critiche, teorizzazioni di studiosi antichi e moderni. L’opera contiene molte e diverse interpretazioni, avvenute nel tempo, del “classico” .

Salvatore Settis analizza l’architettura, la scultura, la letteratura, la filosofia, e coglie quanto, in tali campi del sapere, è avvenuto in epoca classica ed ancora avviene; rileva attentamente se c’è stata continuità o frattura tra prima e dopo.

L’autore, inoltre, molto abilmente, fa sentire il lettore partecipe del problema, gli lascia la possibilità di trovare autonomamente una soluzione, una conclusione.

Salvatore Settis, Futuro del ‘classico’ , Torino, Einaudi editore, 2004