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I nostri primi antenati: origini dell'uomo moderno

Secondo la moderna scienza dell’archeogenetica noi discenderemmo da individui vissuti tra i duecentomila e i centocinquantamila anni fa. Il genere da cui direttamente discendiamo è l’heidelbergensis,[...]

Le ipotesi della prima migrazione

Secondo la moderna scienza dell’archeogenetica noi discenderemmo da individui vissuti tra i duecentomila e i centocinquantamila anni fa.
Il genere da cui direttamente discendiamo è l’heidelbergensis, “fratello” dell’erectus, entrambi discendenti dall’ergaster. Essi vissero in Africa orientale tra i sessantacinquemila e i cinquantamila anni fa.
È ancora molto discussa la via di diffusione, definita out of Africa, degli erectus che per primi si spostarono dal continente africano circa 1,8 milioni di anni fa, e a tale proposito sono stati proposti due possibili percorsi: uno partiva dal Corno d’Africa e, attraversando il Mandeb, arrivava in Arabia meridionale per poi diffondersi ovunque; mentre un altro seguiva la via del Nilo e, passando il Levante, giungeva in Siria, Palestina, Eurasia e Asia Meridionale.
La seconda ipotesi è quella più plausibile.
Questa diffusione si è conclusa circa quindici mila anni fa quando, attraverso lo stretto di Bering, questi gruppi arrivarono in America e popolarono tutto il continente.

Contemporaneamente la Terra era abitata anche da altri individui, quali l’homo erectus, che popolava l’Eurasia, e l’homo di Pechino, una forma di ominide molto sviluppata in Asia.
Gli esemplari filogeneticamente più vicini a noi sono i Neandertaliani, i cui ultimi esemplari sembra si siano estinti circa trentamila anni fa, quando l’homo sapiens era già ampiamente diffuso.
Non si sa se l’homo sapiens e quello neandertalensis convissero pacificamente.
L’Homo sapiens è definito dalla moderna archeologia inglese modern anatomically man (M. A. M.). È con questa specie che si diffuse la pratica della sepoltura.
Il genere Homo è stato definito anche ominino.

Già i primi individui produssero manufatti, ma è con l’homo sapiens che le industrie litiche iniziarono a diversificarsi.
I primi strumenti litici furono creati in Africa orientale circa 2,5 milioni di anni fa, da forme di ominidi dalle quali discendiamo gradualmente noi. Queste prime industrie sono definite Olduvaiane, dal sito nella gola di Olduvai lungo la Rift Valley, in Tanzania.
Successivamente l’homo erectus produsse strumenti litici più evoluti e a queste industrie fu dato il nome di Acheuleane.
Circa centomila anni fa le industrie migliorarono ad opera dei neandertalensis e degli heidelbergensis e furono definite Levallois.
Con gli uomini moderni comparvero i primi strumenti su lama. Infine, all’inizio del Mesolitico si diffusero le industrie microlitiche, così definite perché gli oggetti avevano dimensioni inferiori ai 5 cm.

Ci sono pervenute anche splendide raffigurazioni rupestri, risalenti al Paleolitico superiore. Le evidenze più antiche sono relative al sud Africa.
A circa diciottomila anni fa risale la grotta dipinta di Altamira, in Spagna, dove sono rappresentate impronte in negativo di mani e mammiferi selvatici.
Degna di nota anche la grotta di Lascaux, dove si possono ammirare animali con valenza simbolica che avevano come scopo quello di propiziare la caccia.
Oltre ad essere prodotti manufatti, intorno ai trentamila anni fa si iniziarono a creare anche figurine plastiche incise e dipinte.
Tra i ventimila ed i diecimila anni fa l’arte si diffonde ovunque, evolvendosi e perfezionandosi sempre più.