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Produzione ed evoluzione dei canopi chiusini

I canopi sono vasi cinerari prodotti inizialmente a Chiusi, attualmente in provincia di Siena, durante l’Orientalizzante, intorno al primo/secondo quarto del VII secolo a.c. Al momento della sepoltura[...]

Canopo fittile con raffigurazione del volto e delle braccia I canopi sono vasi cinerari prodotti inizialmente a Chiusi, attualmente in provincia di Siena, durante l’Orientalizzante, intorno al primo/secondo quarto del VII secolo a.c.
Al momento della sepoltura erano posti insieme ai defunti, i quali facevano parte dei primi gruppi aristocratici in ascesa. Spesso venivano poggiati anche su un trono di impasto.
Erano realizzati in argilla, ma non mancano esempi in lamina di bronzo. Ci restano anche esemplari dipinti.
I canopi disponevano di un coperchio caratterizzato dalla riproduzione della testa umana e dei lineamenti del volto e per questo motivo sono detti antropomorfi.
Il vaso cinerario, nelle sue forme più evolute, poteva anche presentare caratteristiche anatomiche del busto. La loro denominazione si deve all’associazione dei corrispettivi canopi egizi, rivalutati dalla moda egittizzante alla fine dell’Ottocento.

A partire dalla fine dell’VII secolo a. c. si pose maggiore attenzione alla realizzazione delle teste, soprattutto agli elementi legati al genere e all’età del defunto. Le caratterizzazioni personali si riducono a favore di una valorizzazione del soggetto come individuo sociale: si preferiscono soggetti in età giovanile.
Questo aspetto ricorda quello della nascita del kouros greco e riflette quindi la formazione della città a Chiusi, che raggiungerà il suo apice durante la metà del VI a.c. con la tirannide di Porsenna.

Le acconciature potevano presentare capigliatura corta plastica oppure capigliatura lunga incisa.
I canopi potevano essere di genere maschile o femminile e prevedevano determinate caratteristiche plastiche: negli esemplari maschili erano presenti barba e pomo d’Adamo, mentre in quelli femminili lobi forati e seno. Naturalmente i due generi si potevano distinguere anche dalle differenti acconciature.
I canopi quindi non sono veri e propri ritratti, ma hanno come scopo quello di sostituire il corpo distrutto durante il rito crematorio, ancora in uso durante l’alto arcaismo.
Nella fase finale della loro produzione, collocabile verso la fine del VI secolo a.c., sono stati prodotti però
in modo occasionale anche volti con elementi ritrattistici, subordinati probabilmente alla resa dell’idea del tipo sociale.
Sono state rinvenute e classificate diverse tipologie di ossuari. Disponiamo di quelli in cui è presente la resa plastica delle braccia, ma anche di quelli che ne sono privi. Spesso le braccia erano sostituite da anse a nastro oppure da innesti tubolari o infine da anse serpentiformi.

Commenti dei lettori

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  • rossana di poce

    23 Nov 2009 - 12:47 - #1
    0 punti
    Up Down

    Buongiorno! Mi sono occupata nella mia tesi di dottorato dell’argomento ‘canopi chiusini’, e datazione a parte (non arrivano alla metà del VI secolo, stando alla cronologia dei ritrovamenti pre-Tolle) vi sono alcune imprecisioni nello scritto che bisognerebbe rivedere. Noto però con piacere che qualcuno se ne occupa, visto che le ultime scoperte ( necropoli di Tolle) sono ancora inedite e ormai di tempo ne è passato…