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Nuove scoperte a Napoli: il porto antico

Scavi d'emergenza hanno permesso di individuare delle insenature antiche che con il passare dei secoli sono state riempite da depositi alluvionali e sabbiosi. Naturalmente la linea di costa antica era molto più arretrata rispetto a quella attualmente visibile.

Punti interessati dallo scavo
Durante i lavori per la realizzazione della Linea 1 della Metropolitana, sono affiorate strutture pertinenti a diverse epoche, che hanno necessitato di un intervento quasi immediato di esperti per indagare le suddette strutture. Lo scavo archeologico d’emergenza ha permesso di rinvenire interessanti elementi, in un’area che comprende piazza Municipio, piazza Bovio e piazza N. Amore.
Scopo dell’indagine archeologica è stato quello di rintracciare continuità o discontinuità nell’insediamento urbano di Napoli tra età tardoantica e altomedievale.

La creazione del porto di Neapolis ha origini antichissime: risale infatti al periodo della colonizzazione greca delle coste campane.
Nel corso dei secoli da scalo meramente militare dell’epoca greco-romana, esso venne anche utilizzato per i traffici commerciali, assumendo sempre più importanza.
Fu, però, durante il periodo della dominazione normanna che il porto fiorì, fino ad essere l’unico porto italiano che nel 1164 fu accolto nella famosa Lega della Compagnia, detta delle “Città Anseatiche”. Con gli Angioini toccò addirittura l’apice della ricchezza: figura emblematica fu Carlo I d’Angiò, il quale nella seconda metà del 1200 amplio la struttura portuale, integrandola con nuovi edifici. Ciò permise alla città di divenire la più popolosa e la più ammirata d’Europa.
Questo sviluppo continuò anche sotto la dominazione aragonese e nel periodo del vicereame spagnolo.

Sulla localizzazione dell’antico porto di Napoli sono state fatte diverse ipotesi, ma la maggior parte degli studiosi propone di collocarlo sulla linea di costa tra Parthenope e Neapolis.
Mario Napoli, confutando queste ipotesi, ha avanzato una diversa proposta: il porto sarebbe ubicato ad E del Monte Echia-Pizzofalcone, attualmente occupata da Piazza Plebiscito e Piazza Municipio, e veniva utilizzato come emporio marittimo di Parthenope anche dopo la fondazione di Neapolis.

Durante i lavori per la realizzazione della Linea 1 della Metropolitana, sono affiorate strutture pertinenti a diverse epoche, che hanno necessitato di un intervento quasi immediato di esperti per indagare le suddette strutture. Lo scavo archeologico d’emergenza ha permesso di rinvenire interessanti elementi, in un’area che comprende piazza Municipio, piazza Bovio e piazza N. Amore.
Scopo dell’indagine archeologica è stato quello di rintracciare continuità o discontinuità nell’insediamento urbano di Napoli tra età tardoantica e altomedievale.

Tra i tanti rinvenimenti effettuati nei diversi saggi delle aree indagate, tra i quali un numero considerevole di monete databili tra la metà del V e la prima metà del VII secolo e molti frammenti di ceramica romana, la scoperta più interessante è stata certamente la presenza di tre navi romane, trovate a piazza Municipio, e strutture identificabili con un molo e dei pontili.

Le tre navi romane

Le tre navi romane Attuale porto di Napoli Scavi piazza MunicipioTavola Strozzi