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Anfora: definizione e classificazione

Etimologicamente il termine amphora deriva dalle parole greche amphi, entrambi, e phero, portare. Si presentava come un vaso a due anse verticali ed era utilizzata per il trasporto di vino, olio ed altri[...]

Anfora con collo Etimologicamente il termine amphora deriva dalle parole greche amphi, entrambi, e phero, portare.
Si presentava come un vaso a due anse verticali ed era utilizzata per il trasporto di vino, olio ed altri alimenti liquidi.
La sua produzione ebbe inizio durante quel periodo generalmente definito a figure nere - una tecnica ceramografia nata in Grecia e che si colloca cronologicamente intorno al 630 a. C. - e che prevedeva la creazione di anfore di dimensioni abbastanza ridotte: erano alte infatti circa 20 centimetri.
Questi recipienti furono prodotti probabilmente fino la fine del periodo a figure rosse e nel corso dei secoli la sua forma si allungò e si slanciò, fino a raggiungere il metro e mezzo di altezza.

Solitamente le anfore avevano un collo stretto ed una forma panciuta.
L’ anfora a collo disponeva di un collo accentuato appunto e due anse verticali. Quelle prodotte durante lo stile geometrico, recano una raffigurazione definita SOS, che durante il periodo a figure nere fu sostituita da palmette e fiori di loto.
Quasi tutte le anfore, soprattutto quelle relative all’ultima fase della loro produzione, presentavano base rastremata, cioè appuntita, allo scopo di essere impilate le une nelle altre e non subire rotture durante il trasporto.

Essendo state rinvenute nel corso di tanti scavi, molte anfore che presentavano forme, colori e varietà differenti, il grande studioso Heinrich Dressel si preoccupò di farne una precisa ed accurata classificazione per il CIL (Corpus Inscriptionum Latinarum) , ancor oggi utilizzata dalla maggior parte degli archeologi.
Questo suo ampio lavoro prende il nome di Tavola Dressel ed espone tipologie e cronologie delle diffusioni della anfore.
Naturalmente la sua notevole opera è stata integrata nel corso degli anni, a seguito di ulteriori scoperte.

L’anfora è sicuramente il recipiente meglio conosciuto.
Ne furono prodotte di diversi tipi, tra esse possiamo ricordare l’ anfora panciuta, con pareti pronunciate che vanno dall’ orlo alla base, l’ anfora nikosthenica, che prese il nome dal vasaio Nikosthenes, e l’ anfora nolana, dal luogo in cui ne sono state rinvenute grandi quantità, cioè Nola.

Anfora nicostenica

Anfora nicostenica Anfora per trasporto olio Anfora panciutaAnfora nolana