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Chi ha costruito le piramidi? Una nuova ipotesi

Tra i monumenti più misteriosi, affascinanti e suggestivi conosciuti vanno annoverate certamente le piramidi, riflesso di una civiltà molto evoluta rispetto ad altre coeve che abitò l’antico[...]

Pianta dell'Egitto Tra i monumenti più misteriosi, affascinanti e suggestivi conosciuti vanno annoverate certamente le piramidi, riflesso di una civiltà molto evoluta rispetto ad altre coeve che abitò l’antico Egitto.
Gli antichi Egiziani, infatti, furono protagonisti di una lunga storia, che va da un periodo anteriore al 3200 a. C. fino al 343 a. C. circa. Proprio per l’ intervallo temporale notevole durante il quale essi si formarono, si strutturarono e si resero protagonisti di tanti eccezionali vicende, la loro storia viene convenzionalmente divisa in nove periodi: periodo predi nastico, periodo arcaico, antico regno, primo periodo intermedio, medio regno, secondo periodo intermedio, nuovo regno, terzo periodo intermedio e periodo tardo.
I loro avi vivevano, intorno al 4500 a. C., in piccole capanne di fango e di canne nei pressi del fiume Nilo.

È uso comune associare questo popolo alle piramidi, spettacolari costruzioni ad uso funerario ancora oggi visibili, anche se spogliate nel corso dei secoli dei loro rivestimenti da predoni.
Quelle più imponenti, e certamente più famose, furono erette nella valle di Giza: la piramide di Chefren, la piramide di Micerino e quella di Chefren. Quest’ ultima risulta essere quella più grande finora conosciuta.
Riguardo alla loro costruzione, sono state avanzate diverse ipotesi. La tesi più diffusa vuole che siano state costruite da degli schiavi.
In realtà, ricerche condotte da archeologi ed egittologi del Supreme Council of Antiques confuterebbero questa ipotesi, proponendo invece come costruttori degli esperti e remunerati lavoratori.

Proprio a pochi chilometri dalle maestose piramidi di Giza, sono state infatti rinvenute tombe di fango e mattoni, collocabili cronologicamente durante l’ antico regno, relative ad artigiani probabilmente deceduti durante i lavori.
A supporto di quanto detto, gli archeologi hanno ritrovato anche delle urne con resti di cibo che sarebbero stati destinati a circa diecimila dipendenti. Questi reperti sono stati rintracciati nei pressi delle piramidi di Cheope e di Chefren.
Naturalmente le ricerche archeologiche continueranno, allo scopo di confermare ulteriormente questa nuova ed interessante ipotesi.

La piramide di Cheope

La piramide di Cheope Panoramica delle piramidi La piramide di ChefrenLa piramide di Micerino

Commenti dei lettori

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  • Antonio Crasto

    21 Jan 2010 - 14:45 - #1
    0 punti
    Up Down

    Trovare necropoli vicino alle piramidi significa a mio parere che nel cantiere si moriva a causa di gravi incidenti. È possibile che i morti degli egizi siano stati consegnati alle famiglie, ma quelli dei molti prigionieri erano sepolti sul posto.
    Quella di Hawass è una vara ossessione. Pretendere di vedere gli egizi di 5000 a.f. con la morale di oggi è poco scientifico.
    Nel grande cantiere di Giza c’erano sicuramente i prigionieri costretti ai lavori forzati, gli operai egizi, gli operai specializzati, i capi squadra, i sovrintendenti ai lavoro, i tecnici, gli ingegneri, i sacerdoti e i cortigiani.
    La città della piramide era sicuramente abitata dal personale di grado più elevato, mentre i poveri “schiavi” vivevano in cameroni o baracche tipo quelle trovate a ovest della piramide di Chefren e forse, come dice Erodoto, mangiavano pane e cipolle.
    Per quanto riguarda il numero degli operai, Erodono parla di 100.000 addetti che lavoravano a Giza in turni di vari mesi, per cui è possibile che in cantiere fosse presenti solamente un decimo del totale indicato.
    Pretendere di stimare il numero degli operai presenti ogni giorno dal numero delle bestie macellate e dal pane cotto nei forni (ammesso che siano stati trovate queste quantità esatte) sembra comunque poco scientifico e molto approssimato.