Questo sito contribuisce alla audience di

Il Canone egiziano: descrizione ed evoluzione

Oltre alle imponenti e soprattutto spettacolari strutture realizzate dagli Egiziani, ancora oggi in fase di studio, essi furono anche ideatori e realizzatori di una innovativa tecnica[...]

Schema canone egiziano Oltre alle imponenti e soprattutto spettacolari strutture realizzate dagli Egiziani, ancora oggi in fase di studio, essi furono anche ideatori e realizzatori di una innovativa tecnica disegnativa.

Secondo gli antichi egiziani – e non solo - , le figure umane, sia maschili che femminili, presentavano proporzioni costanti, che esse si riflettevano prima di tutto nelle realizzazioni scultoree.
Gli Egizi infatti utilizzavano un canone, vale a dire un preciso insieme di proporzioni, corrispondente alle varie parti del corpo, che avevano tra loro determinati rapporti numerici.
Aumentando la grandezza delle figure, le proporzioni rimanevano invariate.
Per applicare in modo sempre preciso tale canone, si sovrapponeva una griglia alla figura. La griglia era formata da quadrati regolari ed ogni quadrato coincideva ad un modulo.

Il sistema applicato fino alla XXV dinastia prevedeva una figura composta da diciotto moduli e partiva dalla sommità del cranio sino ai piedi.
A partire dalla XXVI dinastia, invece, la figura si componeva di ventidue moduli.

Realizzando figurazioni secondo le regole imposte dal canone, le figure assumevano una posa fissa, statica e quasi irreale. Esse erano costruite solo secondo due dimensioni, senza prendere in considerazione la profondità.
Secondo questo sistema, la faccia era raffigurata di profilo, mentre l’ occhio era rappresentato di fronte, la testa, le gambe ed il bacino erano posti di profilo, le spalle erano poste frontalmente e dei piedi, di dimensioni identiche, non erano riprodotte le dita.
Questo impeccabile metodo ci è pervenuto attraverso la conservazione della bozza della griglia, rintracciata in diverse opere non finite.
Una dei testimonianze più significative che riproducono proprio una delle tante griglie utilizzate è certamente la tavoletta di Narmer.

È attestato che a questo canone si rifaranno e attingeranno anche le popolazioni successive a quella egiziana: tra essa va annoverata quella greca, che pur apportando delle modifiche, partirà proprio dal modello canonico egiziano.

Tavoletta di Narmer

Tavoletta di Narmer