
Nell’ antica città di Pergamo fu realizzato uno dei monumenti più conosciuti e forse più visitati al mondo: il grande altare di Pergamo, dedicato al dio più importante di tutti, Zeus, e ad Atena
A decidere di far costruire e poi dedicare l’ altare al grande dio fu il re Eumene II, in seguito alla sua vittoria sui Galati nell’ anno 166 a. C.
I lavori di costruzione iniziarono intorno al 200 a. C., quando regnava ancora il promotore del progetto, Eumene II appunto, e furono completati durante il regno di Attalo II, suo fratello nonché suo successore.
Per quanto riguarda la struttura, l’ altare era composto da un recinto di forma quadrangolare, esternamente fasciato e abbellito da un colonnato disposto a forma di U.
Al colonnato vi si accedeva tramite una grande scalinata, al centro di esso.
Nella parte più alta si sviluppava un doppio porticato, caratterizzato da colonne ioniche.
La prima fila di colonne presentava nella sua parte posteriore un fregio continuo con la riproduzione delle avventure di Telefo, il celebre figlio dell’ eroe Ercole.
Splendide e raffinate sculture ornavano e abbellivano i margini della scalinata posta al centro del colonnato e la parte laterale dello zoccolo. Il complesso di queste sculture raffiguravano delle scene di gigantomachia.
Il vero e proprio fregio dell’ altare raggiungeva una lunghezza di circa centodieci metri e traduceva in forma scultorea diversi episodi: vi era il mito della lotta tra dei e giganti, la Gigantomachia appunto. Questa raffigurazione voleva in realtà ricordare la recente lotta tra il popolo pergameno e quello dei Galati.
Erano inoltre raffigurate le scene che ricordavano la figura di Telefo, in bassorilievo, che, arrivato in Misia, fu nominato re e fondò una nuova dinastia.
Durante le invasioni barbariche fu distrutto l’ altare, ma degli archeologi tedeschi tentarono di ricostruirlo ed attualmente è possibile ammirarlo al Museo di Pergamo, a Berlino.

Rachele Infascelli










