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Pax Augustea ed Ara Pacis: come un monumento celebra un programma politico

Nell’ ambito della sua riforma politica l’ imperatore Augusto proclamò la sua volontà di volgere tutti i suoi sforzi affinché tutte le città che facevano parte del suo regno vivessero in clima[...]

Ara Pacis

Nell’ ambito della sua riforma politica l’ imperatore Augusto proclamò la sua volontà di volgere tutti i suoi sforzi affinché tutte le città che facevano parte del suo regno vivessero in clima tranquillo e sereno: questa fase prende il nome di Pax Romana.
Fu proprio a questa pace che durante l’ anno 9 a. C. lo stesso imperatore Augusto dedicò un altare, l’ Ara Pacis Augustae appunto, fatta erigere nel Campo Marzio, un luogo emblematico sia perché si trovava nelle vicinanze del pomerio e sia perché era un’ area deputata proprio alla rievocazione delle vittorie
La Pace aveva l’ accezione di una dea romana e la costruzione di questo monumento aveva esplicitamente una volontà di propaganda politica.

Fu il senato a decretare l’ inizio della costruzione dell’ altare, precisamente il 4 luglio del 13 a. C., a seguito del ritorno a Roma dopo tre anni di Augusto da una spedizione volta a portare pace sia in Spagna che nella Gallia meridionale.
La cerimonia durante la quale venne dedicata e consacrata l’ Ara si svolse però solo nel gennaio dell’ anno 9 a. C., in occasione dell’ anniversario della moglie dell’ imperatore, Livia.

Questa splendida realizzazione constava di un recinto di forma quasi quadrata, poggiante su di un basso podio. Sui lati corti di quest’ ultimo si trovavano due porte, cui era possibile accedere mediante una rampa di nove gradini. Il vero e proprio altare era posto all’interno, al di sopra di una gradinata.
Sia esternamente che internamente il recinto disponeva di una notevole decorazione a rilievo.
Il diverso spessore delle figure conferiva la giusta profondità dello spazio.
L’ architrave era sostenuto da quattro pilastri corinzi, forse sormontati da acroteri, come erano raffigurati su delle monete.
È stato possibile ricostruire la struttura e la planimetria dell’ Ara Pacis attraverso gli scavi archeologici, lo studio delle fonti, e le riproduzioni su alcune monete romane.

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