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Giardini di Naxos: primo insediamento greco in Sicilia

Naxos, una splendida e ridente cittadina in provincia di Messina, è nota per essere la prima colonia di fondazione greca in Sicilia. Si narra, infatti, che un gruppo di coloni calcidesi - guidati[...]

Naxos, panorama

Naxos, una splendida e ridente cittadina in provincia di Messina, è nota per essere la prima colonia di fondazione greca in Sicilia. Si narra, infatti, che un gruppo di coloni calcidesi - guidati dall’ ecista Tucles - durante l’ anno 735 a. C. approdò a Capo Schisò e decise di dare vita ad un nuovo insediamento, il cui nome celebrava la già ben conosciuta isola del Mar Egeo.

La zona scelta per insediare la colonia di Naxos non era sconosciuta e disabitata al momento dell’ arrivo greco. Alcuni archeologi, infatti, hanno scoperto la presenza di tracce di abitati attribuibili con certezza al Neolitico ed all’ età del Bronzo.
A quest’ ultimo periodo risalirebbero addirittura alcune sepolture.

Fin dalla sua fondazione l‘ insediamento fu molto importante: da qui, infatti, salpavano tutti gli ambasciatori greci risiedenti in Sicilia che giungevano in Grecia. Punto di partenza era il celeberrimo altare dedicato ad Apollo Archegetes, il quale rivestì la città di Naxos di un’ importanza religiosa maggiore rispetto agli altri insediamenti siciliani fondati dai coloni greci.
Nel corso della guerra del Peloponneso, Naxos decise di allearsi con Atene, ma a seguito della sconfitta subita fu vittima di incursioni da parte della vicina Siracusa.
Naxos, infatti, fu totalmente devastata durante l’ anno 403 a. C. da Dioniso I: i Siculi divennero padroni incontrastati della città ed i suoi abitanti furono messi in vendita come schiavi.

Oltre a visitare questa incantevole località di mare, è anche possibile ammirare la sua area archeologica, nella quale sono ancora visibili le mura erette in blocchi irregolari di pietra lavica e di forma poligonale, databili al VI secolo a. C.
Sempre all’ interno dell’ area archeologica molto interessanti si rivelano anche i resti di alcune fornaci, relative al periodo arcaico e quindi databili al VI secolo a. C.

Di grande impatto sono anche le due porte urbiche, che conducevano all’ interno della città appunto.
Naxos disponeva ovviamente anche di un’ area sacra, forse destinata al culto di Afrodite, all’ interno della quale alcune campagne di scavo hanno riportato alla luce anche i resti di un tempietto databile al V secolo a. C.

Tempietto sacro

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