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Kadanuumuu, il primo ominide in posizione eretta

Scoperto in Etiopia, dopo anni di ricerche, un antenato di Lucy che già camminava in posizione eretta

Kadanuumuu Ancora una volta in Africa, e precisamente in Etiopia, è stata fatta un’ importante scoperta relativa agli antenati dell’ uomo moderno.
Lo scheletro rinvenuto è conservato solo parzialmente: sono state infatti riportate alla luce solo 30 ossa, tutte pertinenti allo stesso scheletro.

Già quando fu rinvenuto un esemplare femmina di Australopithecus afarensis, nota con il nome di Lucy, si compirono degli enormi passi avanti, in quanto essa era un ominide che aveva abitato il nostro pianeta circa 3, 2 milioni di anni fa: questo permise di trovare un altro anello mancante alla nostra genealogia, rappresentante di una specie fondamentale in quanto punto di passaggio tra vita sugli alberi e posizione eretta.

Recentemente, invece, è stato addirittura trovato un ominide più antico di Lucy: si tratta sempre di un Australopithecus afarensis, di sesso maschile, ma vissuto circa 3, 6 milioni di anni fa.
Anche a lui è stato assegnato un nome, Kadanuumuu, e siccome è più antico di Lucy di circa 400.000 è stato definito suo bisnonno.

Kadanuumuu significa grande uomo nella lingua di Afar, luogo di ritrovamento dell’ ominide e sito che diede il nome alla specie Afarensis.
Il nome attribuitogli deriva dalla sua altezza, di circa 1,5 - 1,8 metri, quindi più alto di Lucy.

L’ importanza della sua scoperta risiede nel fatto che fino ad ora si era ritenuta che Lucy ed i suoi simili e contemporanei fossero stati i primi ad assumere la posizione eretta, mentre ora si è certi che tale posizione fosse stata già raggiunta molto tempo prima e Kadanuumuu ne è la testimonianza.
Era proprio la sua altezza a permettergli una posizione eretta più corretta ed un’ andatura bipede più facilitata rispetto a Lucy, notoriamente più bassa.

A questa importante scoperta ne può abilmente essere collegata un’ altra, altrettanto notevole: le impronte di Laetoli, rinvenute in Tanzania, e datate a circa 3, 6 milioni di anni fa.
Esse erano solo delle tracce lasciate da un ominide bipede probabilmente di sesso femminile: ora, invece, possediamo parte di corpo coevo a quelle impronte.

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