Roma: l'Urbe nella prima età imperiale

Augusto, grande uomo politico e primo imperatore romano, eresse un foro che si autodedicò e divise la città in 14 regiones.

Roma augustea
Generalmente la nascita dell’ Impero Romano si colloca nel 27 a.C., quando Ottaviano assunse il titolo di Augusto. L’imperialismo romano, però, si ritrova ben prima di questa data: è con la fine delle guerre puniche (II secolo a. C.), infatti, che Roma diviene padrona incontrastata del Mediterraneo.
Augusto, all’interno del suo notevole programma di ristrutturazione politica e sociale, provvide a suddividere Roma in 14 regiones e fu proprio ad essa che si ispireranno i maggiori centri, tra cui Pompei, che l’eruzione del 79 d. C. ci ha conservato in molte sue parti.

Fulcro sia sociale che politico dell’Urbe era certamente il Foro, posto all’intersezione tra il Cardo Maximus e il Decumanus Maximus. Questa scansione cardo/decumano, con andamento NS/EO si rifletteva anche nella divisione di tutto il territorio circostante, creando uno schema urbanistico ortogonale, tutt’oggi in alcuni casi rintracciabili anche attraverso foto aeree.

Il Foro in principio aveva funzione soprattutto commerciale, poi in seguito venne adibito per ospitare gli edifici pubblici principali.
Al suo interno l’edificio più importante era la Basilica, prospiciente il Foro, che aveva molteplici funzioni; innanzitutto fungeva da tribunale: sulle sue pareti esterne infatti erano affisse decisioni e leggi concordate al suo interno, per permettere a quanti frequentavano il Foro di venirne a conoscenza. Fu spesso anche utilizzata quale luogo di riunioni, accogliendo pure i mercanti per le loro contrattazioni. Questo edificio aveva pianta rettangolare e poteva essere chiuso o aperto sui lati esterni.
Altro edificio fondamentale nella città romana era il Capitolium, tempio dedicato alla Triade capitolina (Giove, Giunone e Minerva).
A N del foro romano, più antico, sorsero il Foro di Cesare e il Foro di Augusto.

L’avvento dell’Impero si riflesse anche sull’architettura, accentuandone soprattutto il carattere monumentale.
Non va però dimenticata l’importanza che rivestiva l’edilizia residenziale. Uno dei migliori esempi di sfarzo edilizio in età imperiale era sicuramente rappresentato da Baia, dove decisero di risiedere molti personaggi illustri, tra i quali gli stessi imperatori.
Gran parte del tessuto urbano era scandito dalle insulae, di cui restano alcuni esempi a Pompei e ad Ostia. Quest’ultima è da ricordare anche per la presenza dei primi appartamenti multipli, simili ai moderni condomini, in cui risiedevano più famiglie.

Un’ intensa attività urbanistica ed edilizia era legata anche alla fondazione delle colonie, che interessava non solo la costruzione della città, ma anche vaste estensioni di territorio agricolo con la centuratio, una maglia ortogonale di strade che definiva 100 sortes quadrate di circa 5000 mq.
Oltre alla zona propriamente residenziale e a quella destinata alle attività politiche, ogni città disponeva di strutture ludiche aperte anche alle classi più disagiate: i teatri e gli anfiteatri, generalmente costruiti a ridosso delle mura della città, in un’area più decentrata.
Tra i più begli esempi che ci sono pervenuti, c’è sicuramente il teatro di Marcello a Roma e l’anfiteatro di Pompei.

Crescendo l’estensione territoriale e soprattutto il numero di cittadini romani, crebbe anche il fabbisogno alimentare, che Roma da sola non riusciva a coprire. La vita economica e i rapporti commerciali quindi necessitarono di maggiore intensità. La maggiore fornitrice fu certamente l’Africa, importante risorsa cerealicola; ma Roma si rivolse anche verso Oriente, il cui sfarzo aveva influenzato fortemente non solo l’arte romana ma anche l’intera vita pubblica e privata dei ceti più abbienti.

Nonostante l’intensità dei suoi scambi commerciali, Roma non dispose di un proprio porto fino alla creazione di quello di Ostia nella metà del I secolo, su iniziativa di Claudio e ultimato da Nerone.
Prima di allora Roma si serviva del ricettivo porto di Puteoli, alle cui spalle erano disposti degli horrea, magazzini destinati alla conservazione delle merci.
Di norma i conquistatori romani non modificava l’assetto urbanistico e le strutture politiche delle città conquistate, soprattutto in quelle già ben organizzate, come quelle greche, inserendovi però edifici tipici della capitale quali la basilica, le terme, il tempio di Giove e l’anfiteatro.
Quando, invece, si trovavano in presenza di zone disorganizzate, si facevano carico di impostare un’organizzazione politica, militare e abitativa a propria immagine.

Mark Beloch riuscì a fare una stima della popolazione romana: all’età di Silla si contavano ca. 400.000 abitanti, mentre all’età di Augusto (27 a. C. - 14 d. C.) gli abitanti arrivarono a ca. 800.000.
All’epoca di Caracalla (211-218 d. C.) l’area urbana romana raggiunse la sua massima espansione.
La città di Roma rappresenta il caso più evidente di stratificazione artistica, urbanistiche ed architettoniche succedutesi in vari periodi storici.

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