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Il Macellum di Puteoli

A seguito del rinvenimento di una statua del dio Serapis, il Macellum di Puteoli fu identificato con il Tempio di Serapide

Veduta Pozzuoli
Nel 1750, durante uno scavo nella cittadina campana di Puteoli – l’ attuale Pozzuoli - fu rinvenuta una statua del dio egiziano Serapis e pertanto si ritenne, impropriamente, di aver scoperto un tempio: si trattava in realtà del Macellum – il mercato - annesso all’area portuale e risalente certamente al I-II sec. d. C..

Immediatamente alle spalle del porto, si ergeva il Macellum, con le sue tabernae che si sviluppavano intorno ad un ampio porticato, al cui centro si elevava una tholos, chiuso da quattro colossali colonne, delle quali si osservano tre ancora in piedi.
Lo schema edilizio, a quadriportico circondato da botteghe, deriva dalle agorai di tipo chiuso sviluppatesi in lonia già in età classica e diffuse poi, soprattutto in età ellenistica, anche altrove nel mondo greco e successivamente nel mondo romano anche per edifici ad uso esclusivamente commerciale.

Il Macellum di Puteoli, sorto nella forma attuale tra la fine del I e gli inizi del Il secolo d.C., ha assunto la sua forma definitiva agli inizi del III secolo, quando venne ampliata, con un’abside preceduta da un propylon, l’edicola nel lato di fronte all’ingresso.
La tholos, che occupava il centro del quadrilatero, aveva la funzione di pescheria, come dimostrano i delfini sulle guance delle gradinate che consentivano l’accesso al podio su cui sorgeva e la fontana al centro di esso; quanto ci è pervenuto della sua trabeazione è un buon esempio della sopravvivenza di motivi flavi all’inizio dell’età traianea.

Le vaste tracce del pavimento marmoreo ed il rivestimento dei servizi igienici erano la testimonianza di una incomparabile ed inestimabile ricchezza architettonica del monumento.
Il ceto dirigente puteolano era in prima persona protagonista di questa attività edilizia e dei commerci, sia di quello libero che di quello appaltato dallo Stato a privati, come per il commercio del grano e l’approvvigionamento di Roma.

Grazie al ruolo di porto commerciale di Roma svolto per circa tre secoli, Puteoli si trasformò in una città dalle mille lingue e dalle mille razze: qui trovarono infatti ospitalità mercanti provenienti da tutto il Mediterraneo e il porto era sempre gremito di navi onerarie.
In realtà, spesso non erano i ricchi mercanti a viaggiare per commercio, ma liberti da loro incaricati: è noto infatti che i liberti erano soventemente utilizzati dai loro patroni come agenti commerciali, perché li rappresentassero e ne curassero gli interessi nei porti di maggiore importanza per i loro traffici. Spesso si trattava di persone di grande intraprendenza e capacità.

Il Macellum di Puteoli

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