Il Medioevo Urbanistica Medioevale

Nascita e struttura della città medioevale

Mentre l’espansione della potenza di Roma aveva portato ad uno squilibrio territoriale a favore delle città, in età alto medievale si assiste ad una contrazione dell’ idea di città: queste venivano abbandonate mentre prolificavano piccoli insediamenti autosufficienti ad economia chiusa o di origine laica, che trovavano cioè collocazione nel sistema feudale (la curtis, il castello ed il borgo), o nati intorno ad organismi religiosi, quali i monasteri. Rispetto a questa riorganizzazione della vita rurale (sistema feudale basato sul latifondo), si crea dopo l’anno mille una inversione di tendenza con il passaggio ad una civiltà aperta ( età comunale) ed il riaffermarsi della vita urbana; la popolazione cresce velocemente fiorisce l’ economia mercantile e nuove tecniche di lavorazione della terra consentono l’approvvigionamento della città. In questa città rinnovata trova sede il nuovo ceto della borghesia (artigiani, imprenditori e mercanti) che conferirà alla città medievale il carattere proprio di centro commerciale, la cui espressione politica è rappresentata dal comune, un’istituzione nata dalla volontà di affrancamento dal potere laico ed ecclesiastico.

A meno dello schema urbano derivante da ampliamento di città romane o applicato nei centri con preminenti attività agricole o di pesca, cresciute secondo un principio geometrico (maglia quadrata, strade parallele, a pettine o spina di pesce), in genere l’impianto stradale e la città stessa seguono un principio geomorfologico di adattamento alla situazione topografica. Il nucleo originario è una fortezza (vedi Carcassonne), un centro religioso o un nodo di traffico; la presenza di una o più funzioni dominanti determina la presenza di uno o più centri (città mono/policentriche). L’impianto stradale è prevalentemente irregolare con andamento curvilineo, secondo un’organica composizione rispondente anche a esigenze funzionali (es. protezione dal vento). Mentre nel primo Medioevo le funzioni centrali sono assolte da fortezze, conventi etc., nell’alto Medioevo sorgono ulteriori strutture funzionali alle esigenze dell’economia urbana, che richiedono spazi aperti per i mercati. Le strade, sempre strette presenteranno pertanto variazioni di sezione, creando i caratteristici slarghi o piazze allungate per i mercati all’aperto. Nelle piazze centrali si privilegia la forma regolare, spesso quadrata, mentre forme diverse saranno determinate dalla situazione topografica o storica (es. piazze poligonali, circolari, o triangolari se nate in corrispondenza di biforcazioni stradali). In alcuni casi i portici creeranno un collegamento tra esterno ed interno per l’attività commerciale; intorno alle piazze del mercato sorgeranno gli edifici comunali e nelle città vescovili, con l’accostamento di centri religiosi e civili, si raggiungerà una forte concentrazione architettonica (duomo + sagrato ‑ municipio + mercato). L’orgoglio cittadino ed una sorta di campanilismo, espresso dallo slancio verticale degli edifici dominanti, creeranno profili urbani di notevole effetto. Tutti questi episodi non turberanno comunque la organica continuità ambientale delle città medievali. Altro elemento caratteristico è rappresentato dalle fortificazioni, con le quali le città mostrano la propria forza economica e indipendenza politica, nonché segnano il confine netto tra mura mondo urbano e rurale. Le mura seguono l’andamento del terreno o hanno, se Mi pianura, forma quadrata o circolare e sono rinforzate da contrafforti, anche le torri (rettangolari o rotonde) hanno funzione di rinforzo strutturale e di difesa delle porte, nonché di fiancheggiamento di fronte agli attacchi degli aggressori (piattaforme di difesa). La continua crescita demografica determinò la costruzione di nuove cerchie murarie sempre più ampie e, quando le finanze cittadine non rendevano possibile questi interventi, si sfruttava tutto lo spazio a disposizione, facendo crescere in altezza l’edilizia abitativa.

Pur premettendo che nel Medioevo, a differenza della successiva età rinascimentale. non si è lavorato alla creazione di modelli urbani, è comunque possibile enucleare dalla casistica alcuni schemi legati alla situazione topografica o alla struttura socio‑economica:

• schema a fuso a sviluppo lineare, corrispondente a città sorte su creste montane, ove le emergenze architettoniche sono posizionate alle estremità dell’asse longitudinale;

• schema focalizzato a sviluppo avvolgente, caratterizzato dalla crescita intorno ad un fulcro (castello, rocca o monastero) dominante situato sulla cima di un’altura con strade ad andamento curvilineo;

• schema a ventaglio, simile al precedente, ma con ulteriori strade radiali di collegamento;

• schema a spina di pesce, tipico di centri a carattere agricolo o di pesca e determinato da esigenze di mobilità (nucleo urbano ‑ spazio produttivo);

• schema centrifugo, comprendente agglomerati sorti in modo spontaneo lungo una strada o un incrocio, partendo da un elemento architettonico generatore, e differenziato dalle diverse situazioni topografiche;

• schema indifferenziato a sviluppo irregolare, caratterizzato da maglia viaria priva di direzionalità e tessuto edilizio compatto, tipico di cittadine dell’Italia Meridionale soggette alla dominazione arabo‑normanna o di insediamenti lungo le coste influenzate dagli scambi con il mondo orientale;

• schema ortogonale a sviluppo chiuso, adottato per insediamenti a carattere militare o per nuovi centri sorti secondo un piano prefissato, per ragioni agricole.

Notevole impegno fu profuso, infine, nella redazione di norme urbanistiche volte ad assicurare la sicurezza degli abitati in merito alla prevenzione degli incendi, stante il notevole impiego di legname nelle costruzioni ed alle condizioni igieniche (cortili interni ed aree verdi compensavano la angustia delle strade); insediamenti industriali avevano sede esterna rispetto alle zone abitate e precise regolamentazioni interessavano il settore agricolo e quello edilizio.

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