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Kenzo Tange

E' scomparso ieri, a 91 anni,a Tokyo una delle figure predominanti dell’architettura del ‘900. La tematica di fondo, cui si attiene il lavoro del grande Maestro in Giappone è l’integrazione dell’evoluzione dell’architettura moderna con la tradizione dell’abitare orientale che, propone , per sua cultura, modelli inconciliabili con le esigenze del vivere odierno. In questo nodo, apparentemente irrisolvibile, si muove il dettaglio strutturale, la sovrapposizione degli spazi architettonici, la relazioni tra interni ed esterni, in pratica tutto il bagaglio culturale dell’architetto Kenzo Tange.

 

E’ scomparso ieri, a 91 anni,a Tokyo una delle figure predominanti dell’architettura del ‘900. Kenzo Tange inizia la propria carriera come assistente del maestro Maekaua. Realizza le sue prime opere nel dopoguerra, evidenziando in maniera corposa la maglia strutturale delle proprie realizzazioni, tra cui il memorial di Hiroshima (1951). Nel 1954 lavora alla prefettura di Kagawa, offrendo una soluzione compositiva all’avanguardia per gli edifici edibiti ad ufficio, in Giappone. Egli presenta un piano terra che è un vero e proprio tessuto urbano sempre aperto e percorribile, una sorta di piazza nella quale emergono i locali aperti al pubblico e, rispetto ai quali, si distanzia la grande torre degli uffici.

Anche il palazzo comunale di Tokyo è opera di Tange e costituisce probabilmente una delle sue opere più discusse. Bisogna ricordare che il riconoscimento generale di Tange in Giappone avviene dopo il crescere della sua fama all’estero, soprattutto quando gli viene assegnato il Grand prix d’architecture et d’art (1959). Nel palazzo comunale di Tokyo realizza una struttura compatta su pilotis, preceduta da una piazza pedonale all’interno della quale vengono utilizzate tecniche di giardinaggio tradizionale.

Realizza nel 1964 le splendide sale coperte per le Olimpiadi, nelle quali la lezione razionalista punta ad una nuova dimensione ed integrazione con la cultura orientale.

 

La tematica di fondo, cui si attiene il lavoro del grande Maestro in Giappone è l’integrazione dell’evoluzione dell’architettura moderna con la tradizione dell’abitare orientale che, propone , per sua cultura, modelli  inconciliabili con le esigenze del vivere odierno. In questo nodo, apparentemente irrisolvibile, si muove il dettaglio strutturale, la sovrapposizione degli spazi architettonici, la relazioni tra interni ed esterni, in pratica tutto il bagaglio culturale dell’architetto Kenzo Tange. A questo appartiene anche il contrasto tra il grande numero di conterranei assolutamente in accordo con le idee di Tange ed il numero , altrettanto grande, di detrattori.

Lo spazio che egli trova in occidente è invece del tutto privo di asperità. Gli si riconosce la genialità progettuale e la capacità di vivere il cambiamento su una strada che era già stata battuta la Le Corbusier e da tutto il movimento razionalista.

In Italia Tange partecipa ai progetti per il Centro Direzionale di Bologna e per il Centro Direzionale di Napoli e.

E’ del 20/1/2005 la notizia della progettazione di  tre termovalorizzatori in Sicilia

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