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Pesaro: la città e i giovani

Seminario di dibattito sul tema Pesaro: la città e i giovani, occasionato dalla sperimentazione progettuale e didattica avviata presso l'Università Iuav di Venezia

Lunedì 27 febbraio 2006, alle ore 15.30, presso la Biblioteca San Giovanni a Pesaro, il Comune di Pesaro, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti provinciale e con l’Università Iuav di Venezia, organizza un seminario di dibattito sul tema Pesaro:la città e i giovani, occasionato dalla sperimentazione progettuale e didattica avviata presso l’Università Iuav di Venezia già lo scorso anno accademico, che è stata oggetto di una mostra intitolata “Pesaro: il mare, il verde, la città” di recente allestita nello spazio della Pescheria.

Al seminario, coordinato dall’arch. Gastone Primari, oltre a rappresentanti dell’amministrazione comunale e dell’Ordine degli architetti, parteciperanno un folto gruppo di docenti dell’Università Iuav di Venezia, composto dai professori Piotr Barbarewicz, Renato Bocchi, Paolo Bürgi, Maria Pia Cunico, Enrico Fontanari, Adriana Giusti, Marcello Mamoli, e due intere classi di studenti di quella Università.

In diretto collegamento con la mostra da poco conclusa, il seminario intende presentare e discutere col pubblico pesarese: - un bilancio dei temi illustrati nei progetti in mostra, elaborati dal Corso di laurea in Architettura per il paesaggio dell’Università Iuav di Venezia nello scorso anno accademico circa il tema dei rapporti città-mare e della riqualificazione delle aree verdi interne al centro storico - e inoltre, in anteprima, i primi risultati del Laboratorio integrato di Paesaggio svolto nel primo semestre del presente anno accademico, che ha affrontato una duplice tematica applicata alla città di Pesaro: da un lato, il tema della riscoperta del paesaggio collinare da parte della città, individuando una serie di luoghi-porte d’uscita dalla città ai colli e anche alla vallata del Foglia, in grado di rivalutare anche in chiave urbana il potenziale paesaggistico del territorio marchigiano; dall’altro lato, il tema di Pesaro città dei giovani, ovvero l’individuazione di una rete di luoghi attrezzati che possano rappresentare poli di aggregazione specialmente dedicati alle attività ludico-ricreative e culturali dei giovani.

Quest’ultimo esperimento - condotto dal gruppo di docenza formato dai professori Renato Bocchi, Paolo Burgi, Enrico Fontanari, con la collaborazione di Alberto Bertagna, Paola Cavallini, Sara Marini e Gastone Primari - facendo coincidere i due programmi prima menzionati (i luoghi-tramite città-collina e i luoghi per le attività giovanili) ha inteso costruire un sistema a rete di nuovi fatti urbani, progettati a partire soprattutto dalla valorizzazione dei “vuoti” urbani o di frangia urbana (aree a forte carica paesaggistica, parchi, spazi urbani, luoghi panoramici, ecc.) in funzione di poli aggregativi non convenzionali per la gioventù e le sue attività.

Tale sistema si collega a una rete di itinerari alternativi (soprattutto pedonali e ciclabili) di rapporto fra il centro-città e la collina o il fondovalle, che intende valorizzare alcuni canali di relazione trascurati o ignorati entro la struttura urbana, quali il fiume Foglia o il rio Genica, o percorsi stradali esistenti reinterpretati o rettificati.

L’idea è di potenziare l’identità urbana di Pesaro agendo sulla rivalutazione delle caratteristiche paesaggistiche del sito geografico e su quelle di uno spazio urbano interpretato non convenzionalmente.

Per gli interventi sono state identificate 9 aree-chiave, disposte a corona attorno alla città, a partire dal Colle San Bartolo (area della scomparsa villa della Vedetta), scendendo al futuro parco del Caprilino (area a valle della villa Caprile e dell’abitato di Cattabrighe), all’area del mercato ortofrutticolo, al lago presso il meandro del fiume Foglia, rientrando poi verso la città con l’area di Porta Garibaldi, fra stazione e parco Miralfiore, e di nuovo riuscendo verso il sottopasso autostradale di Santa Veneranda, e fino all’area del cosiddetto “cuneo verde”, per risalire nuovamente al lucus sacro del monte della Salute e infine sul crinale del Colle Ardizio.

L’ipotesi di lavoro relativa ai singoli luoghi è stata lasciata all’interpretazione creativa degli studenti, quali rappresentanti di un possibile campione di giovani utenti.

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