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No Limits

Il senso e degli sport estremi e della continua ricerca del limite

Questi famosi limiti ci sono o no?
Dal successo che hanno avuto gli sport estremi in questi ultimi anni si direbbe proprio di si: i limiti ci sono, ma non sono come una staccionata o un muretto che divide le cose che si possono fare che da quelle impossibili; tutti gli sport estremi nascono, vivono e diventano famosi proprio rimanendo in quella “terra di nessuno” che separa ciò che è umanamente possibile da ciò che non lo è. Andare e venire da questa misteriosa e indefinita “terra di nessuno” è maledettamente divertente, bello eccitante… e pericoloso, perché non essendoci confini netti e ben definiti è possibile fare delle cose quasi impossibili, (”estreme”), ma è anche difficile rendersi conto quando dal quasi impossibile si passa all’impossibile e, una volta superato il limite, non si può più tornare indietro.
Proprio questo è il concetto degli sport estremi avvicinarsi il più possibile al limite, rimanerci in equilibrio sopra, stando attenti a non cadere dalla parte sbagliata. È questo il “vero sport estremo”, stare sempre sul filo del rasoio, dove nessun errore è permesso, un po’ di fortuna è obbligatoria e anche una piccolissima dose di sfortuna è fatale. È come attraversare un crepaccio su un ponte di ghiaccio: prima o poi i ghiaccio cederà, ma non è possibile sapere con precisione quando. Quando con il passare delle ore la temperatura si alza e il ghiaccio comincia a sciogliersi le persone prudenti, prese dall’incertezza, decidono che è meglio rinunciare, mentre gli amanti dell’estremo dopo aver valutato che il ghiaccio reggerà passano.
Secondo me questo “stare sempre sul filo del rasoio” è uno sport da praticare di rado, perché non può andare sempre bene e soprattutto perché il rischio e l’estremo danno assuefazione: una volta iniziato a rischiare non sarete in più in grado di smettere.

Una Sola raccomandazione da non dimenticare: siete padroni della vostra vita, ma siete anche responsabili della sicurezza degli altri. Guidare a 200 Km/h nella nebbia non è ricerca dell’estremo, è estrema stupidità (o stupidità estrema), se proprio volete ammazzarvi non portate nessun altro con voi.
Questa raccomandazione vale in ogni occasione perché se rimanete bloccati (per esempio) in montagna o in forra obbligherete molte persone (parlo dei volontari del soccorso alpino e speleologico) a rischiare la vita per salvare qualcuno che sembra fregarsene della morte.

Per finire una citazione
- Non ci andate a Prodo con tutta questa acqua che poi devo venire io a tirarvi fuori -
Silvano. Gruppo Speleo Todi. Volontario soccorso speleologico.

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