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In ricordo della Galleria Il torchio, Gorizia

Ho sempre reputato molto importante salvaguardare la cultura locale. Sono sempre stato convinto, infatti, che senza cultura una nazione non cresce e che senza cultura si è ben poca cosa. Questo[...]

Il presidente di Graphiti, Giusppina Mastrovito, alla mostra

Ho sempre reputato molto importante salvaguardare la cultura locale. Sono sempre stato convinto, infatti, che senza cultura una nazione non cresce e che senza cultura si è ben poca cosa.

Questo importantissimo compito dovrebbe essere, a mio modesto parere, appannaggio delle Pubbliche Amministrazioni. Alcune lo svolgono nei migliori dei modi e alcune sono completamente assenti.

Fortunatamente a riempire questo vuoto ci pensano sia i singoli operatori quali galleristi, collezionisti, ecc. nonché le associazioni culturali. Purtroppo queste ultime non sempre ricevono gli adeguati contributi pubblici ma hanno dalla loro parte l’entusiasmo e la passione grazie alle quali riescono a superare ostacoli che a volte sembrano insuperabili.

Tra le varie realtà che negli anni si sono occupate di promuovere e in qualche modo salvaguardare l’arte contemporanea goriziana è stata a suo tempo la piccola ma prestigiosa galleria d’arte “Il Torchio“.

A commemorare questa attività e stata inaugurata a Gorizia all’Auditorium della Cultura Friulana una mostra con alcuni nomi storici, della pittura isontina e non, che hanno frequentato in passato “Il Torchio“.

Tra gli autori presenti anche lo sloveno Pavle Zamar, noto artista che ha lasciato un’impronta tangibile nella pittura slovena e il goriziano Mauro Mauri, artista poliedrico tra i precursori della computer art in Friuli Venezia Giulia.

Quest’ultimo è catalogato nel SIRPAC in qualità di artista digitale ed è presente anche nel virtualGmuseum, primo museo sperimentale d’arte contemporanea e digitale del Friuli Venezia Giulia.

Una iniziativa pregevole, quindi, e una mostra che vale la pena di vedere e per coloro che desiderano avere una anteprima possono accedere alla galleria fotografica realizzata da Simon Zamar che ringrazio.

Approfondimenti su arte digitale contemporanea: http://digilander.libero.it/pauldavidredfern/Index.html