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Wanted: arte digitale online

I casi della vita alle volte sono davvero imprevedibili e strani. Avendo l’intenzione di scrivere un post sull’attuale condizione dell’arte digitale ho reputato logico fare una ricerca[...]

Esempi libri arte digitale

I casi della vita alle volte sono davvero imprevedibili e strani. Avendo l’intenzione di scrivere un post sull’attuale condizione dell’arte digitale ho reputato logico fare una ricerca tramite i potenti mezzi di internet. Ho dato per scontato, infatti, che la ricerca e la reperibilità della documentazione inerente all’argomento sarebbe stata cosa facile come bere un bicchiere d’acqua: nulla di più sbagliato.
Grande è stata la mia meraviglia, per non dire delusione, nel constatare che digitando in Google la parola chiave arte digitale o artisti digitali, a parte qualche sito che in effetti era pertinente al digitale, la maggior parte dei siti trovati nulla o poco avevano a che fare con l’arte o gli artisti digitali.

Ad onor del vero ho trovato alcuni siti ben strutturati e di ottimi contenuti e altri che però avevano cessato di esistere e rimanevano nel oblio telematico per inerzia un po’ come avviene nello spazio quando le navicelle esauriscono il loro compito ma continuano a fluttuare nell’orbita.

Cercando una soluzione al problema mi sono ricordato di Wikipedia. Come suggerito dallo staff di Supereva anch’io utilizzo per i miei links correlati agli articoli la creatura di Jimmy Wales. Detto fatto. Tastando con mano il polso della situazione arte digitale mi sono reso conto,però, che anche Wikipedia ha delle lacune sull’argomento.

Non essendo in alcun modo un esperto informatico, pur considerandomi un “cybernauta telematico” della prima ora, ho cercato nel mio piccolo di dare un contributo concreto per quanto concerne l’arte digitale e nello specifico di quello che avviene nella mia regione che è il Friuli Venezia Giulia, una delle prime regioni italiane ad aver promosso l’arte digitale grazie anche ad associazioni culturali come ad esempio Graphtiti di Gorizia.

L’impresa non ha avuto il successo che speravo e dopo un paio di tentativi sono giunto alla conclusione, forse errata, che tutto sommato questa innovativa fonte enciclopedica non è proprio il massimo per coloro che devono cercare o trovare risposte con base scientifica su determinati argomenti.

Conoscendo lo sviluppo, la molle degli argomenti gestiti da Wikipedia nonché la miriade di persone che contribuiscono all’inserimento dei dati, mi sono detto che forse sono io a non aver capito il funzionamento e quindi ritenere il sito in alcuni casi poco affidabile. Ho pertanto proseguito nella ricerca della soluzione del problema reperimento informazioni arte digitale. La soluzione del problema e la risposta, seppur in modo indiretto, ai dubbi che mi sono posto su Wikipedia mi sono giunte tramite il settimanale Panorama del 27 gennaio.

Nella rivista, infatti, a pagina 35 è stato pubblicato un articolo su Wikipedia dove il giornalista poneva la questione dell’affidabilità e alla quale il padre di Wikipedia confermava che:”…Certo ci sono elementi che favoriscono l’affidabilità e altri che la danneggiano. Dobbiamo capire come separare gli uni dagli altri e affrontare i problemi senza generalizzazione.”
Una risposta onesta ma che pone un altro quesito: in che percentuale sono gli elementi affidabili di Wikipedia?
Inoltre, per stessa ammissione di Wales, esiste anche il problema degli atti di vandalismo sui contenuti. A tal proposito Wales fa questi esempi:”…Il vandalismo è una questione banale: alcune persone inseriscono parolacce in mezzo agli articoli oppure li cancellano o sostituiscono la foto con un’altra…”

Non credo che si possa definire l’inserimento di parolacce in un articolo fatto da altre persone una banalità soprattutto considerando il fatto che per la ricerca scolastica possono frequentare Wikipedia anche utenti che dovrebbero essere “protetti” da simili eventualità. Inoltre credo che se un mio articolo o post inserito nelle guide di Supereva venisse manipolato senza alcun motivo degno di nota, come ad esempio argomenti non pertinenti, ecc., non sarei certo felice di tale situazione. Mi sentirei quanto meno offeso per il semplice fatto che il mio onesto lavoro non è stato rispettato e senza rispetto non c’è argomento che possa giustificare tale fatto.

Sono giunto, quindi, alla conclusione che certi blog di utenti privati, che con sacrifico e umiltà ma certamente con onestà trattano il loro argomento a prescindere quale esso sia, sono mediamente più affidabili di Wikipedia che per mantenersi in vita organizza annualmente una raccolta di fondi (circa 6 milioni di dollari) che ottiene, a detta del fondatore, senza grande fatica nonostante la crisi. Non male per una servizio fatto gratuitamente dal popolo di naviganti tecnologici.

Per quanto riguarda, invece, la documentazione relativa al digitale ho usufruito del buon vecchio e affidabile cartaceo

Approfondimenti arte digitale:http://digilander.libero.it/pauldavidredfern/Index.html