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La nascita del Karate moderno

Se a Gichin Funakoshi, più avanti spetterà il merito di aver contribuito maggiormente alla diffusione e divulgazione del karate, ad Anko Itosu va senza dubbio attribuito l’appellativo di “padre” del Karate moderno. Vediamo di analizzare più in dettaglio quali fossero le spinte che portarono Itosu all’introduzione del karate come disciplina pubblica nella scuola.

Dal 1867, con la fine dell’epoca Feudale, si avrà una svolta in Giappone. Viene effettuato un considerevole impegno
nell’attuazione di un nuovo sviluppo di tipo economico-industriale, ispirandosi alle politiche occidentali,
con lo scopo inoltre di costituire una forza militare notevolmente rafforzata.
Le ripercussioni di questi cambiamenti su di Okinawa coinvolsero la famiglia reale che venne deposta e l’isola
venne integrata nel nuovo stato Giapponese sotto il nome di dipartimento di Okinawa.

Il nuovo stato, così fortemente rafforzato e militarmente preparato, affronta la guerra contro la Cina e ne esce vittorioso
verso la fine del 1894. In Giappone in questo periodo venne stabilito un sistema di arruolamento obbligatorio.
Tale arruolamento venne accompagnato da una quasi ossessiva preparazione fisica già a partire dal sistema scolastico,
partendo dal concetto che gli alunni di oggi sarebbero stati i soldati di domani.

Nel 1901 Anko Itosu convince l’ispettorato dell’istruzione pubblica a far accettate il karate come disciplina sportiva,
e ad introdurlo nella scuola elementare. Era un tipo di karate che egli aveva appositamente codificato per questo scopo,
con l’intento di integrare quest’arte nel sistema educativo. Nel 1904 in seguito ad una dimostrazione del maestro Itosu davanti ad insegnanti ed ispettori,
si arrivò all’introduzione di quest’arte all’istituto magistrale ed al liceo di Okinawa; Itosu aveva allora 74 anni.

Le modifiche che si dovettero apportare al karate per poterlo insegnare ai bambini di età scolare furono notevoli.
Diciamo che prima il karate poteva essere considerato come una pratica individualizzata, mentre ora si rivolge ad un gruppo di persone
quale è una scuola. Non era più il maestro che insegnava al singolo, bensì egli si rivolgeva alla massa. Il metodo adottato per fare ciò
venne ispirato a Itosu, dalla pratica militare; un solo insegnante quindi gridava i comandi da eseguire ai numerosi allievi.

Itosu predispose dei kata destinati all’insegnamento scolastico, i tre Naifanchi ( Tekki shodan, nidan, sandan ) e i cinque Pinan
( Eian, shodan, nidan, ecc.. ). Anche all’interno della singola tipologia di kata, la denominazione shodan ( primo livello ),
nidan ( seconda livello ) ecc. venne introdotta da Itosu, sotto suggerimento del suo maestro Matsumura,
in analogia con la classificazione dei kata della scuola Jigen-ryu. Oltre all’introduzione della nuova nomenclatura,
anche gli stessi kata vennero leggermente modificati. Itosu tenne conto innanzitutto della possibile pericolosità di certi passaggi
e si impegnò a modificarli. Ad esempio il kata Naifanchi venne diviso in tre distinti kata e certi passaggi a mano aperta,
divennero a mano completamente chiusa. Possiamo inoltre affermare che il rinnovamento apportato da Itosu al karate,
era mirato ad un concetto educativo, riducendone molto l’aspetto combattivo.

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