Assistendo ad una lezione di Aikido si resta impressionati dalla grazia dei movimenti.
Sembra una danza questa arte marziale, che consente di immobilizzare a terra o lanciare per aria
un avversario più grosso e muscoloso utilizzando la forza stessa da lui impiegata nell’aggredire.
I ritmi sono fluidi, i movimenti a spirale si sviluppano senza punti morti,
il respiro è regolare, la concentrazione costante.
L’arte dell’Aikido consiste nel comprendere le leggi naturali del movimento.
Nelle tecniche, dunque, non c’è mai collisione con la potenza dell’attacco.
Quest’ultima è diretta e convogliata in un movimento a spirale dove la potenza e la velocità
non sono mai il risultato della forza o di movimenti frenetici,
ma dell’intuizione, della coordinazione e della precisione.
Dal punto di vista fisico si usano mani, piedi e tutti i muscoli.
Si sviluppa una grande capacità di concentrazione, agilità, equilibrio e potenza di riflessi.
La competizione è totalmente assente in Aikido. Il praticante non è interessato
né alla sconfitta, né alla vittoria che, infatti, sono soltanto concetti relativi.
Il fine dell’Aikido è divenire coscienti della propria energia e imparare a controllarla.
Aikido vuol dire infatti AI (armonia) KI (energia) DO (via).
Uno degli insegnamenti principali del fondatore sull’Aikido, è riposto in questa frase:
“La più grande vittoria è la vittoria su noi stessi”.

Piergiorgio Bossu'








