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L'ultimo Samurai

Un film epico che ricalca esattamente le gesta e la filosofia dei samurai e del loro codice d'onore il bushido

La storia del capitano Nathan Algren
(Tom Cruise) parte lontano, negli Stati Uniti che l’hanno lasciato disilluso e
sconvolto dagli orrori della guerra ai nativi americani: proprio quando sembra
essere sull’orlo dell’autodistruzione, si ritrova a lavorare come consulente per
la nascente potenza militare giapponese che vuole modernizzarsi preferendo le
nuovi armi da fuoco alle tradizione millenarie simboleggiate dai samurai.
Costretto ad una precoce battaglia, combatte con onore e con la grinta di una
tigre, conquistando così l’ammirazione del leader dei samurai ribelli, che lo
prende prigioniero. Guarito dallle ferite, si ritrova “ospite” di una giovane
che lui stesso ha reso vedova e di un villaggio che lo vede come simbolo di
tutto ciò che combattono e avversano; sarà solo Katsumoto, leader dei
samurai ribelli, a dargli inzialmente fiducia e ad indicargli “la via del
guerriero”.

Come già si intuisce dal titolo, il film deve molto ad opere
quali i “I sette samurai” o “La sfida del samurai”, da cui gli sceneggiatori
traggono la parte più efficace di tutta la narrazione, ovvero la
rappresentazione del villaggio dei guerrieri ribelli e, soprattutto, della loro
vita costantemente guidata dall’onore e dal bushido, il loro codice
morale.

Vi assicuro che l’ambientazione e la filosofia del bushido che
ritorna costantemente nel film, sono state curate e rese di notevolissimo
impatto da un lavoro attento e meticoloso, lo stesso Cruise si è allenato per
otto mesi al fine di rendere i suoi movimenti con la spada reali, e non è stata
usata nessuna tecnica strabiliante alla Matrix proprio per dare maggiore
spessore reale al film. Insomma se volete vedere come vivevano, si allenavano,
combattevano e morivano gli antichi Samurai non dovete perderlo.

In
ultimo gli eventi narrati nel film sono realmente accaduti seppur con qualche
differenza, per onore di cronaca ecco due righe di storia
giapponese:

Giappone, era Meiji (1868 - 1912)
“Nel febbraio
1877 il malcontento dei samurai scoppiò nella rivolta di Satsuma, guidata da
Saigo Takamori, un riformatore “pentito”. Occorsero otto mesi di lotta per
domare la rivolta, ma alla fine la vittoria del nuovo esercito nazionale
reclutato per mezzo della coscrizione ebbe un enorme effetto in tutto il
Giappone fornendo la prova della totale supremazia del governo
centrale.”

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