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Grave incidente all'Acqua Acetosa

Gravissimo incidente a Gianluca Lombardo, atleta di Taekwondo della FITA, durante il ritiro della nazionale all'Acqua Acetosa.

Ragazzi, Cari Amici di I.S.A.M., vorrei
porre alla Vostra attenzione quanto è accaduto tre settimane orsono ad un mio
caro amico di allenamento, il cui nome è Gianluca Lombardo durante gli
allenamenti per le selezioni della nazionale di Taekwondo della F.I.T.A.,
squadra che avrebbe partecipato ai recenti Campionati Europei di Taekwondo a
Lillheammer, in Norvegia.

Gianluca è un ottimo atleta di Taekwondo, e
nonostante i suoi 21 anni ha già molta esperienza in campo nazionale e
internazionale. Abbiamo combattuto spesso alle stesse gare regionali, nazionali
nonchè, 4 anni fa, agli internazionali di Tubingen, in Germania, con la
nazionale di Taekwondo della FederTaekwondo, dove ottenne uno splendido primo
posto dopo ben 5 combattimenti!
Ebbene, l’anno scorso Gianluca, decise di
affiliarsi alla FITA
, per intenderci la federazione leader del TKD italiano,
quella che porta gli atleti alle olimpiadi…; questo per poter partecipare ai
campionati nazionali e avere quindi la possibiltà di partecipare alle
competizioni internazionali (europei, mondiali, open internazioni, allenamenti
in Corea, e perchè no, olimpiadi).

Il mese scorso Gianluca ha ottenuto un
ottimo terzo posto agli assoluti italiani, prenotandosi di diritto la chiamata
in Nazionale, che è puntualmente avvenuta la settimana seguente.
Tre
settimane fa, Gianluca parte per il centro sportivo dell’Acqua Acetosa,
dove la FITA tiene il proprio centro di allenamento e tutte le strutture
adeguate per gli allenamenti e le selezioni. Infatti Gianluca è stato convocato
per partecipare agli allenamenti collegiali durante i quali sarebbero state
effettuate le selezioni per la squadra nazionale che avrebbe poi partecipato ai
Campionati Europei di Lillheammer, in Norvegia.
Allenatore dei 31 atleti
partecipanti, Marcello Pezzolla, ex atleta di punta della Nazionale, fino
al 1998…

I primi due giorni di allenamento passano senza “quasi”
problemi… ma il terzo giorno accade quello che non sarebbe dovuto mai accadere
in una circostanza del genere, quanto meno ad un ritiro della Nazionale
Italiana
!
Premetto che i primi due giorni di allenameto si sono svolti
regolarmente nella struttura adatta: in una palestra specifica per il Taekwondo,
con i materassini regolamentari, ben arieggiata, insomma, tutto in
regola…
Evidentemente ciò era troppo per Pezzolla che, da persona
intelligente quale egli è, decide di portare i 31 ragazzi ad allenarsi da
un’altra parte, dove? Ma sul campo di calcetto della Roma Calcio a 5! Sempre
all’interno della struttura dell’AcquaAcetosa.
In una struttura non adatta
agli allenamenti di Taekwondo, al coperto, posto molto umido, pavimento in
cemento-ghisa (tipico dei campi di calcetto) coperto da un sottile strato di
quella che sembra essere plastica, suolo quindi molto scivoloso, il buon
Pezzolla dice ai ragazzi di incomiciare ad allenarsi e incominciano dagli schemi
di combattimento (in gergo: “step-Kyorughi”); ovviamente, dato il suolo
particolare, pensa bene di far allenare i ragazzi con le scarpe da ginnastica…
e incomiciano i primi incidenti… già il primo giorno un ragazzo è stato
mandato a casa perchè si è strappato malamente un adduttore… durante questo
allenamento una ragazza si distrugge praticamente i legamenti crociati del
ginocchio a causa dell’eccessivo attrito con il pavimento dovuto all’uso delle
scarpe da ginnastica… poi è toccato a Gianluca…

Un’altra dovuta
premessa : gli atleti indossavano tutti le protezioni tipiche per il
taekwondo, tutte tranne la più importante: il caschetto
. Se la prassi in uso
fra noi atleti di tkd è spesso quella di non indossare il caschetto durante gli
allenamenti perchè ci da fastidio, OBBLIGO, DOVERE, dell’allenatore, perchè è
lui che ne potrebbe rispondere personalmente e penalmente in caso di incidenti
occorsi a chi si allena sotto di lui, è quello di far indossare TUTTE le
protezioni, dalla testa ai piedi… soprattutto se la sua fantasia gli ha
suggerito di far allenare i ragazzi su una superficie non consona, non adeguata,
assolutamente vietata, dalla comune intelligenza ed eperienza per allenamenti di
Arti Marziali.

Detto ciò, durante uno scambio, Gianluca, come tutti gli
altri sprovvisto di caschetto, cade, molto probabilmente per il suolo reso
scivoloso dall’umidità e per le scarpe da ginnastica, sbattendo violentemente la
testa, in particolare il lato sx appena sopra l’orecchio; stordito si rialza, ma
dopo pochi secondi, vomita, perde i sensi e sviene. Il tutto sotto gli occhi del
suo compagno di allenamento, del buon allenatore Pezzolla, e degli altri
compagni, tra quali due ragazze che, alla vista di quello che stava accadendo,
si sentono male a loro volta.

Non c’era un medico, un
massaggiatore, qualcuno che potesse soccorrere Gianluca in questi primi istanti,
perchè tutto lo staff era partito con la nazionale olimpica per gli allenamenti
in Corea, in vista di Atene… c’era solo il buon Pezzolla, che fungeva da
supervisore, da allenatore, da preparatore fisico, atletico, massaggiatore e
medico!
Viene quindi chiamata l’ambulanza e i paramedici, al loro arrivo
trovano Gianluca in coma (ci resterà per più di due ore).

Gianluca viene
trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale “Gemelli” di Roma: qui viene
sottoposto alla prime cure ed esami che danno l’esito più sconcertante:
frattura della scatola cranica, rottura di due vene all’interno con
conseguente fuoriuscita di sangue e formazione di un vasto ematoma a sx… e di
un altro più piccolo a dx; i medici si rendono conto della estrema gravità della
situazione e dispongono il trasferimento immediato di Gianluca al policlinico
“Umberto I”, sempre a Roma; qui Gianluca verrà operato d’urgenza. Fortunatamente
il secondo ematoma, quello dx, dovuto al contraccolpo durante la aduta, ha
incominciato a riassorbirsi da solo…

Iddio ha voluto che Gianluca si
risvegliasse dopo qualche ora dall’operazione, senza sapere quello che gli era
successo… hanno dovuto spiegarglielo i medici, perchè lui ovviamente non
ricordava nulla di quanto era accaduto…
Gianluca è stato dimesso dopo
qualche giorno e adesso è a casa, qui a Torre del Greco, ma con i genitori sta
facendo la spola fra Torre del Greco, Napoli e Roma, fra Ospedali e medici per
sottoporsi alle visite del caso… Quando ho incontrato Gianluca, per la prima
volta dopo l’incidente, l’ho visto segnato nel fisico e nell’animo… ma ancora
vivo, e questo è quello che più importa a tutti noi…

Allora mi chiedo:
come è potuto accadere tutto questo? Perchè? Di chi è la colpa? Chi è il
responsabile?
Dopo quanto è accaduto la famiglia di Gianluca non ha ricevuto
una telefonata dalla Federazione!
Non una telefonata per un atleta della
nazionale che rischiato al vita per la negligenza e l’imperizia
dell’allenatore
che la Federazione ha messo lì per praparare i suoi
atleti!
Una persona che nel tra il 1997 e il 1998 ha scontato 10 mesi di
squalifica per doping internazionale.
Un allenatore, che avendo a
disposizione una struttura adatta agli allenamenti di Taekwondo, messa a
disposizione proprio per la Federazione Nazionale presso il complesso dell’Acqua
Acetosa, decide di portare gli aspiranti nazionali ad allenarsi su un campo di
calcetto, con il pavimento in cemento-ghisa!
Un allenatore che dispone, in un
luogo assolutamente non adatto, un allenamento che prevede lo studio di scambi
di tecniche combattimento, quindi quasi un combattimento vero e proprio!
Un
allenatore che impone ai suoi atleti di indossare delle scarpe di ginnastica
durante questo tipo di allenamento! E via con gli strappi muscolari e le
lacerazioni dei legamenti delle ginocchia!
Un allenatore che, invece, NON
impone ai suoi atleti di indossare TUTTE le protezioni!!! In primis il
caschetto!!!! Forse perchè pensava che la testa di un essere umano forse è più
dura del cemento?!?!?!?
Ditemi Voi? Che cosa dobbiamo pensare?

I
ragazzi che si sono fatti male prima di Gianluca NON hanno ricevuto una visita
medica! Nenche una! Si sono fatti male e li hanno rispediti a casa! Non un
medico si è accertato delle loro condizioni fisiche. Se ne sono tornati a casa e
hanno dovuto provvedere di tasca loro, per un servizio che loro rendevano alla
Federazione.
Ve lo immaginate Voi una cosa del genere nella Nazionale di
calcio, di basket, di pallanuoto??? Ebbene, il livello è quello: la Nazionale di
Taekwondo vale tanto quanto quella di calcio, o quella di basket, o quella di
nuoto… ma non credo che lì succedano queste cose !!!
Cosa pensare di tutto
ciò? Di una Federazione che non tutela in modo appropriato coloro che devono
rappresentare i colori del nostro paese all’estrero?

Per fortuna Gianluca
è ancora qui fra noi, e questo è quello che più conta. Ma la cosa, posso
assicurarlo ai quei signori, non finirà qui.
Contatti già sono stati presi
con quotidiani locali e nazionali, nonchè con emittenti televisive della nostra
zona… ho pensato che anche il nostro bel ng, frequentato da tante brave
persone appassionate delle Arti Marziali, dovesse venire a conoscenza di quanto
è accaduto.
Ho aspettato un pò prima di postare soprattutto per capire come
erano andate veramente le cose. Spero che Voi capiate il mio stato d’animo e che
diffondiate questo post in ogni modo possibile, anche su altri ng, forum e siti
di Arti Marziali.
Vi ringrazio di cuore e confido nella Vostra
collaborazione. Vi terrò comunque aggiornati circa i futuri sviluppi…
Che
si sappia come realmente la FITA tutela i propri atleti.

Davide
Sorrentino

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