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Ong - Bak

Nato per combattere, l'ultimo film di arti marziali che segna un ritorno alla marzialità e un abbandono delle tecniche sceniche piene di effetti speciali

Il titolo del film, “Ong Bak”, si riferisce alla statua di un Budda che si trova nel tempio Nong Pra-du,
nelle campagne thailandesi. I contadini credono che sia dotata del magico potere di proteggerli dalle disgrazie,
ma quando questa viene rubata, qualche giorno prima della rituale festa per Ong-Bak, gli abitanti del villaggio
cadono nel panico, e temendo una terribile catastrofe, decidono di mandare in città il giovane Ting (Tony Jaa),
esperto lottatore di Muay-Thai, a cercare di recuperare la statua.

I film diretto da uno dei registi thailandesi più di successo, Prachya Pinkaew,
è stato interamente curato dal maestro Phanna Rithikrai (il Bruce Lee della Thailandia),
ed il protagonista Tony Jaa, è allievo del maestro da quando aveva solo 10 anni.

Le scene d’azione, dunque, sono frutto di un duro lavoro e sono state tutte realizzate da Jaa senza controfigure,
né effetti digitali, né trucchi di ogni sorta. Ogni scontro è reale, nel senso più stretto del termine,
e allestito da Rithikrai con una tale maestria da sembrare una vera e propria coreografia di danza.

Bene con queste premesse non potete certamente perderlo, è probabilmente uno dei migliori film di arti marziali
dai tempi del grande Bruce Lee, e soprattutto non vi sono tecniche assurde realizzate con l’ausilio
di chissa quali effetti speciali, ora quindi tutto quello che vedrete è reale e realizzabile,
quindi se siete dei veri appassionati non potete assolutamente perderlo.

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