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Kami-Kaze

Il termine Kamikaze, oggi usato per indicare i terroristi suicidi ha origini giapponesi e vul dire...

In questi ultimi tempi, caratterizzati dal terrorismo, c’è un gran parlare di “Kamikaze”.
Questo termine deriva dal giapponese Kami Kaze, che vuol dire vento divino.

Per molti di noi, probabilmente, questo termine ci riporta a vecchi ricordi scolastici,
a riferimento della seconda guerra mondiale, al coraggio e allo spirito degli avieri nipponici che,
gettandosi in picchiata nel tentativo di sconfiggere l’avversario, sacrificavano la propria vita.

Questo gesto, che caratterizzò ed esaltò per sempre lo spirito di sacrificio dell’uomo e del soldato orientale,
trae origine da un episodio della sua storia, quando nel 1281 un’imponente flotta di 3500 navi
e 100.000 soldati, organizzati da Kubilai Kan, muoveva verso il Giappone.

Il confronto militare delle forze d’attacco cino-mongola era visto come un disastro per il Giappone
che si stava preparando al peggio, quando un improvviso e violentissimo tifone distrusse l’imponente flotta.
La furia del tifone fu tale, che i superstiti si contarono in solo 30.0000, e furono subito massacrati o fatti schiavi.

La potenza e la fortuna dell’evento naturale fu subito interpretato come un segno miracoloso
della protezione divina sul popolo giapponese, che nominò il tifone Kami-Kaze ovvero vento divino.

Con quest’episodio, il Giappone si propose per tutta una serie di valori di richiamo promuovendo il sacrificio
dei suoi uomini nella seconda guerra mondiale, quando le sorti giapponesi erano nuovamente in difficoltà.

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