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Le arti marziali fra difesa ed offesa

Domanda

Considerando come scontato che probabilmente tutte o quasi le arti marziali hanno come obiettivo primario l'autodifesa, potete fornirmi una classifica delle arti marziali, partendo dalla più offensiva (tipo per es. il kung fu) ed arrivando alla più difensiva (per es. judo)? Grazie

Risposta

Ciao Claudio,

le arti marziali, come tu stesso dici, nascono TUTTE con lo scopo di difendersi e mai di attaccare.

Tuttavia questo non è il loro "obbiettivo primario", il fine ultimo di un arte marziale è di fortificare il corpo, la mente, e lo spirito, creando armonia ed equilibrio nel praticante.

Il monaco Bodhidarma, ad esempio, diede origine a quello che oggi conosciamo come il Kung Fu dei monaci Shaolin codificando 18 esercizi, che dovevano rappresentare l'anello di congiunzione tra corpo e spirito.

Certo il combattimento riveste un punto fondamentale nella crescita di un artista marziale, e combattere vuol dire attacco e difesa.

Benché un artista marziale dovrebbe usare le sue conoscenze solo per difendersi o per aiutare i più deboli, ciò non toglie che esso possa decidere di usarle per offendere. E ti assicuro che anche un judoka potrebbe benissimo usare le sue conoscenze per mettere al tappeto ben più di un avversario.

Una vera e propria classifica non è quindi possibile, tuttavia potremmo dire, anche se impropriamente perché come ho gia detto tutto sta a chi le pratica, che l'aikido, il tai chi chuan, sono discipline più orientate alla difesa. Il judo è gia una via di mezzo in quanto se ci fai caso è quasi sempre un attacco a portare il punto durante gli incontri.

Tra le più aggressive invece potremmo classificare il karate shotokan, i cui attacchi veloci e potentissimi, dovevano riuscire a superare le difese dei samurai. Le tecniche di rottura servivano infatti a far si che il colpo sfondasse l'armatura del samurai ed andasse a segno.

cla*** - 13 anni e 3 mesi fa
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