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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Collage di foglie</title>
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	<pubDate>Thu, 01 Apr 2004 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Laura-743</dc:creator>
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    <category>fiori_secchi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Raccogliere e lasciar essiccare foglie e fiori in ogni stagione dell&#8217;anno, è un passatempo divertente e naturale. Una bella collezione di foglie può costituire un erbario, ma può essere utilizzata anche per rivestire artisticamente svariati oggetti.</p>
<p>Oltre ad essere poco costoso, reallizzare i collages di foglie è un hobby che vi consente di esprimere concretamente le vostre idee più creative e fantasiose. La natura ci regala in ogni stagione fiori e foglie di tutti i colori, dai più tenui ai più vivaci, dai più caldi ai più rilassanti&#8230; basta guardarsi in giro, raccogliere, essiccare per avere una fantastica tavolozza di colori naturalissimi ed assolutamente unici.</p>
<p>Bastano anche pochissimi esemplari per dare un tocco nuovo ad un sottopiatto o ad un vassoio. Le vostre creazioni avranno i colori della natura, perchè con l&#8217;essiccazione sotto pressa la maggior parte delle foglie mantiene inalterata la propria tinta, e saranno tutti pezzi unici poichè non esistono in natura due foglie perfettamente identiche.</p>
<p><STRONG>I MATERIALI<br />
Le foglie</STRONG></p>
<p>Raccoglietene molte, ne troverete di tutte le forme e dimensioni: lineari come quelle della ruta, lunghe e frondose come quelle dell&#8217;iris, affusolate come quelle della vite vergine, etc.</p>
<p>I colori vanno dal bianco al nero, con tutte le sfumature di verde, rosso, marrone, arancione, giallo, viola e perfino blu. Alcune foglie verdi, per esempio, quelle del rovo e dell&#8217;<EM>Artemisia</EM>, hanno il verso bianco e possono essere usate da ambo le parti. Altre, come quelle della bugola, sono multicolori. Se ne trovano di tutte le dimensioni, da quelle enormi dell&#8217;ippocastano a quelle minuscole del capelvenere, quindi conviene sceglierle anche in base alla grandezza dell&#8217;oggetto da decorare. Naturalmente potete azzardare soluzioni originali, per esempio, potete coprire interamente un oggetto piccolo con una grande foglia tagliata a misura.</p>
<p><STRONG>Per pressare le foglie</STRONG></p>
<p>E&#8217; consigliabile utilizzare un libro molto pesante o un vecchio elenco telefonico, che è ideale anche come &#8216;ripostiglio&#8217; dal momento che, una volta essiccate, le foglie potranno essere conservate tra le sue pagine.</p>
<p>La presso per i fiori sarà ovviamente molto utile, l&#8217;unico inconveniente è che non potrete mettere ad essiccare un gran numero di foglie. Per utilizzarla dovrete allentare le viti di regolazione e sollevare la piastra superiore, poi disporre le foglie a strati alternandole con carta assorbente, cartoncino ondulato o carta di giornale.</p>
<p>Dopo aver rimesso in posizione la piastra superiore riavvitate; le viti vanno strette ogni giorno fino a raggiungere la pressione massima.</p>
<p><STRONG>Le superfici adatte</STRONG></p>
<p>Con le foglie essiccate potete decorare quasti tutti gli oggetti a superficie liscia, rigida e possibilmente piana: tavoli, sedie, paraventi, paralumi, scatole, cornici e copertine di libri, quaderni, album per fotografie. Se intendete decorare superfici curve ricordate di utilizzare foglie private del picciolo.</p>
<p>Gli oggetti da decorare possono essere di qualsiasi tipo: porcellana, vetro, metallo, cartone, legno, sughero etc. la base comunque deve essere preparata trattandola adeguatamente, a seconda del materiale, per evitare che sia eccessivamente porosa o assorbente. Possono valere le regole basilari del decoupage. Si possono usare anche le stoffe (cotone, lino o seta) che, trattate con una miscela fatta di una parte di colla vinilica e cinque parti di acqua, si prestano molto bene per usi decorativi.</p>
<p><STRONG>Gli adesivi</STRONG></p>
<p>E&#8217; consigliabile usare una colla universale a base polivinilica, che si stende facilmente ed aderisce rapidamente oppure una colla stick per i lavori più delicati.</p>
<p><STRONG>Il rivestimento protettivo</STRONG></p>
<p>Le foglie essiccate sono molto fragili e quindi è necessario proteggerle. Il sistema migliore e più rapido è quello di metterle sotto vetro o perspex ma, se questo non è possibile, ricoprite la parte decorata con più mani di poliuretano trasparente spray o di vernice di finitura. Nelle cartolerie o colorerie, inoltre, si trovano anche i fogli di plastica da rivestimento già pronti.</p>
<p>Il metodo che dà i risultati migliori è la plastificazione a caldo - un rivestimento permanente ottenuto con l&#8217;applicazione a caldo di una pellicola di plastica - che va effettuata però con apparecchi appositi reperibili nei negozi specializzati.</p>
<p>Foglie da evitare</p>
<p>Un breve elenco di foglie che non vanno essiccate:</p>
<p>foglie molto carnose come quelle del sedo, che hanno un alto contenuto di acqua e quelle di tutte le piante grasse<br />
foglie aghiformi come quelle dell&#8217;erica o del pino che tendono ad accartocciarsi dopo l&#8217;essiccazione<br />
foglie naturalmente secche come quelle del bambù che avvizziscono<br />
foglie vecchie o malate<br />
foglie rigide come quelle dell&#8217;agrifoglio</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>Conchiglie sulle pareti</title>
	<link>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2004/04/154167.shtml</link>
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	<pubDate>Thu, 01 Apr 2004 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Laura-743</dc:creator>
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    <category>artigianato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Le mattonelle a rilievo sono facili da realizzare. Per cominciare bisogna procurarsi dei contenitori regolari che daranno la forma base alla mattonella. Poi si crea un letto di creta da modellare e su questo si dispongono gli elementi secondo il disegno/decoro voluto.</p>
<p>Con un composto gommoso a base di resina siliconica si realizza uno stampo resistente ed elastico che consente di confezionare le mattonelle di gesso a presa rapida e di riprodurre uno stesso disegno per tantissime volte, senza possibilità di errore.</p>
<p>Un&#8217;idea può essere quella di alternare mattonelle di forme diverse per dare più movimento all&#8217;insieme che potrebbe essere rappresentato dalla parete di un balcone, alla base di un tavolino di pietra etc.</p>
<p><STRONG>I motivi decorativi</STRONG></p>
<p>Per comporre i motivi a rilievo potete usare una quantità di materiali diversi. Ricordate però, che non conviene scegliere delle forme troppo complesse o frastagliate poichè la resina siliconica, con la sua consistenza semifluida potrebbe non riprodurre fedelmente tutti i particolari dell&#8217;oggetto ed il calco risulterebbe poco nitido. Un materiale ideale sono le conchiglie, perchè sono resistenti e hanno forme eleganti e al tempo stesso abbastanza nette.</p>
<p>Per ottenere un risultato più delicato si possono usare piante resistenti come spighe di grano, oppure fiori carnosi come quelli della magnolia. In alternativa potete impiegare anche degli oggetti che trovate in casa, come statuette, animali in miniatura, formine per biscotti oppure piccoli stampi per dolcetti e gelatine. Dipende spesso dal luogo dove volete mettere le vostre mattonelle.</p>
<p><STRONG>Dove metterle</STRONG></p>
<p>Le mattonelle a rilievo non sono adatte per abbellire il piano di un tavolo o la fascia paraspruzzi intorno ad un lavello o ad una vasca. Sono invece ideali come elementi decorativi da applicare alle pareti sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno: disposte in fila appena sopra al battiscopa, oppure poste in cima alla parete per fare la bordura tutta intorno al soffitto. </p>
<p>In una stanza dal soffitto molto alto, per esempio, se volete ottenere un effetto più accogliente, applicate una bordura di mattonelle un po&#8217; al di sopra delle cornici superiori delle porte e delle finestre, poi dipingete questa fascia e le porzioni di parete sovrastanti in una tinta intonata a quella del soffitto e più scura di quella delle pareti sottostanti. In tal modo il soffitto sembrerà più basso.</p>
<p>Lo stesso effetto si può ottenere tagliando in due le pareti: applicate una fascia di legno sagomato a circa 80 cm. da terra e disponete al di sotto di essa una fila di mattonelle; dipingete poi le mattonelle e la parte bassa delle pareti in una tinta più scura del resto della stanza.</p>
<p><STRONG>I MATERIALI<br />
La resina siliconica</STRONG></p>
<p>E&#8217; un materiale ideale per creare uno stampo resistente, da usare più volte e flessibile. Immediatamente prima dell&#8217;uso la resina va mescolata ad un catalizzatore specifico: questo servirà ad accelerare il consolidamento e per mantenere la flessibilità.</p>
<p>Ci sono vari tipi di resine siliconiche che si possono usare per confezionare gli stampi e sono reperibili presso i rivenditori specializzati in gomma. Fatevi consigliare dal rivenditore nella scelta del prodotto più adatto al materiale che volete usare per le mattonelle. La gomma, infatti, durante il processo di vulcanizzazione che dura in media da 2 a 24 ore a seconda del catalizzatore impiegato, sprigiona facilmente del calore che potrebbe danneggiare alcuni tipi di materiali.</p>
<p>La plastilina</p>
<p>Questo materiale può essere usato per fare stampi di piccole dimensioni. Lavorate la plastilina con le mani fino a renderla morbida e malleabile, poi fatenere una sfoglia di circa 1 cm. di spessore e comprimetela sulla forma da riprodurre. Sollevate la plastilina con molta delicatezza: avrete così ottenuto velocemente uno stampo che potrete riutilizzare finchè non si sarà deformato.</p>
<p><STRONG>Il gesso</STRONG></p>
<p>Il gesso bianco da calco è forse il materiale più adatto per questo tipo di mattonelle. E&#8217; un prodotto in polvere che si mescola all&#8217;acqua (nelle proporzioni indicate dal produttore) e da cui si ricava un composto molle di consistenza cremosa che si versa facilmente nello stampo.</p>
<p>Ri prende perfettamente tutti i particolari dello stampo e si consolida in circa 30 minuti. Se desiderate delle mattonelle colorate, potete aggiungere al gesso del colorante in polvere (pigmento).</p>
<p><STRONG>Il cemento</STRONG></p>
<p>E&#8217; una alternativa al gesso per realizzare mattonelle da esterno. Per colorare questo materiale si usano le tinte speciali per cementi.</p>
<p><STRONG>I collanti</STRONG></p>
<p>Per fissare le mattonelle alle pareti usate un adesivo per l&#8217;applicazione di rosoni e guarnizioni murali in gesso. Una volta che l&#8217;adesivo si sarà asciugato, colmate con stucco ogni eventuale fessura. Se volete mettere le mattonelle in un luogo all&#8217;aperto dovrete usare il cemento per fissarle.</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>Importante mostra mercato a Pratovecchio (AR)</title>
	<link>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2003/05/136124.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 25 May 2003 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Laura-743</dc:creator>
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    <category>artigianato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<table width="90%">
<tr>
<td width="21%" valign="top" align="center">
<img src="http://mlbaronti1.supereva.it//FotoGiumella01.gif" width="233" height="187"></p>
<p><img src="http://mlbaronti1.supereva.it//FotoGiumella02.gif" width="233" height="155"></p>
<p><img src="http://mlbaronti1.supereva.it//mercatoGiumella02.gif" width="232" height="147"></p>
<p><img src="http://mlbaronti1.supereva.it//mercatoGiumella03.gif" width="232" height="130"> </p>
</td>
<td width="79%" valign="top">
<b>La<br />
GIUMELLA</p>
<p></b>Artigiani<br />
artisti all&#8217;opera</p>
<p><b>Vl Edizione - 26 e 27 luglio 2003</b></p>
<p>Nell¹ambito delle<br />
Manifestazioni Culturali a sostegno ed incremento del turismo nell&#8217;Alto<br />
Casentino, l&#8217;Associazione Culturale &#8220;la GIUMELLA&#8221; organizzera&#8217;<br />
per i giorni 26 e 27 luglio prossimi, la Vl Edizione de &#8220;la GIUMELLA&#8221;<br />
(Artigiani Artisti Manuali all¹opera).</p>
<p>Una &#8216;giumella&#8217;, in<br />
Casentino, e&#8217; un&#8217;antica misura, usata per quantificare le sementi che<br />
si possono prendere mettendo le due mani a conca. Ancora oggi i nostri<br />
anziani la usano nel loro linguaggio corrente, ancora oggi si possono<br />
trovare ricette del tipo: tre giumelle di farina, una giumella di zucchero,<br />
due uova&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top" align="center">
Gia&#8217;<br />
le passate Edizioni hanno visto un gran numero di Artisti provenienti<br />
da ogni dove che, mostrando e spiegando al pubblico le loro lavorazioni,<br />
hanno reso possibile il successo della Manifestazione, rendendola in questo<br />
modo unica nel suo genere in Italia e dandole una risonanza nazionale.<br />
Principale obiettivo di questa Associazione non e&#8217; tanto raggiungere un<br />
numero maggiore di Espositori quanto mantenerne la grande professionalita&#8217;<br />
e, di conseguenza, l&#8217;alta qualita&#8217; dei prodotti esposti.</p>
<p>La GIUMELLA<br />
e&#8217; ormai diventata un appuntamento fisso per tutti quegli Artisti che<br />
lavorando con le proprie mani e poco piu&#8217;, creano di volta in volta opere<br />
uniche.</p>
<p>Novita&#8217;<br />
di quest&#8217;anno: piccole performances di artisti di strada accompagnate<br />
da musica dal vivo lungo il percorso della Mostra e una &#8220;personale&#8221;<br />
di Lydia Predominato, nota Artista di fibert art.</p>
<p><b>L¹orario</b><br />
sarà il collaudato <b>16.00/24.00. Il posto: piazza Jacopo Landino</b><br />
che con la sua storia e la sede del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi<br />
continuera&#8217; a svolgere il suo ruolo di ideale prestigioso palcoscenico<br />
per le performances dei nostri Espositori.</p>
<p>Tutto,<br />
pero&#8217;, restera&#8217; così: &#8216;fatto a mano&#8217;, come tutto quanto riguarda<br />
&#8216;la GIUMELLA&#8217;, perche&#8217; si sappia che ancora oggi, nel mondo, c&#8217;è&#8217;<br />
chi si fida delle proprie mani&#8230;&#8230;</p>
<p><b>IL<br />
SUCCESSO IN NUMERI</b></p>
<p><b>15<br />
le testate di quotidiani</b>, settimanali e mensili (cartacei e sul web)<br />
che hanno parlato de &#8216;la GIUMELLA&#8217;</p>
<p><b>400<br />
gli Espositori</b> provenienti da mezzo mondo, che hanno finora partecipato<br />
alle passate Edizioni</p>
<p><b>720<br />
i posti-letto</b> occupati durante le varie Edizioni</p>
<p><b>1.500<br />
i pasti caldi serviti</b> direttamente in Piazza ai nostri ospiti</p>
<p><b>35.000<br />
i Visitatori giunti da ogni parte d¹Italia </b>(di questi moltissimi<br />
sono tornati a soggiornare in Casentino, ben felici di aver scoperto una<br />
zona d¹Italia a loro sconosciuta)</p>
</td>
</tr>
</table>
 
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    ]]></content:encoded>
	<description>La
GIUMELLA
Artigiani
artisti all&amp;#8217;opera
Vl Edizione - 26 e 27 luglio 2003
Nell¹ambito delle
Manifestazioni Culturali a sostegno ed incremento del turismo[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>L&#039;artigianato tradizionale tra passato e futuro</title>
	<link>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2003/05/136127.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2003/05/136127.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 25 May 2003 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Laura-743</dc:creator>
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    <category>artigianato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>A volte a una festa paesana si può avere l&#8217;occasione di vedere all&#8217;opera<br />
chi ancora fa <b>mestieri dimenticati:</b> chi intreccia con la paglia la protezione<br />
di un fiasco, chi fila col fuso, chi fa le corde, chi batte i ferri da cavallo.<br />
A volte possiamo assistere a dimostrazioni di come si lavorava una volta, vediamo<br />
lavorare i cestai, gli impagliatori di sedie, gli scalpellini: usiamo i loro<br />
prodotti per andare a funghi, sederci, decorare il camino. </p>
<p><b>I significati dell&#8217;artigianato tradizionale</b></p>
<p>L&#8217;artigianato tradizionale <b>tramanda usanze passate</b>, produce oggetti destinati<br />
agli usi domestici o personali, che fanno ancora parte di un mondo quotidiano<br />
e che risultano utili e piacevoli da adoperare. </p>
<p><b>L&#8217;artigianato tradizionale ha un lungo passato</b>, nasce per servire le<br />
prime necessità quotidiane, e così testimonia l&#8217;<b>evolversi delle<br />
attività e delle scelte estetiche</b>, dei modi di vivere.</p>
<p>Il pezzo d&#8217;artigianato è fatto <b>dalla mano e per la mano dell&#8217;uomo</b>,<br />
comunica impressioni quasi intime al tatto. Non è un pezzo in piú<br />
di una serie, identico al pezzo precedente e al modello di partenza ma ha una<br />
sua individualità, è contemporaneamente spartito ed esecuzione.<br />
Il pezzo d&#8217;artigianato non è mai uguale al precedente o al successivo,<br />
che sia una martellata in piú, un nodo del legno, una correzione creativa<br />
o una ricerca voluta, <b>c&#8217;è sempre una particolarità che lo rende<br />
diverso</b>.</p>
<p>L&#8217;artigianato tradizionale è cultura e <b>fa parte del tessuto sociale</b>,<br />
non solo produttivo, della sua comunità. L&#8217;artigianato tradizionale è<br />
legato alle condizioni locali, all&#8217;accessibilità di materie prime e ad<br />
altre opportunità e condizioni particolari di un territorio. L&#8217;artigianato<br />
tradizionale mantiene una <b>continuità genuina fra passato e presente</b><br />
tenendo vive le <b>lavorazioni tramandate</b> e filtrandole attraverso la sensibilità<br />
individuale. </p>
<p><b>Pillole di saggezza</b></p>
<p>L&#8217;artigianato artistico non può essere distinto nettamente dall&#8217;artigianato<br />
tradizionale perché i materiali (legno, metallo, argilla, cuoio, fibre<br />
tessili, cartapesta, pietra, vetro) sono il punto di partenza comune. </p>
<p><i>a cura di Mario Cesari, Artigiano di Pennabilli</i></p>
<p>Mario Cesari nasce il 17 Maggio 1947 a Venezia. Nel 1972 inizia a lavorare il metallo ed altri materiali, collaborando con artigiani itineranti, tra Venezia e Stoccolma, vendendo per strada a turisti e passanti.</p>
 
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	<description>A volte a una festa paesana si può avere l&amp;#8217;occasione di vedere all&amp;#8217;opera
chi ancora fa mestieri dimenticati: chi intreccia con la paglia la protezione
di un fiasco, chi fila col[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Corsi di forgiatura a freddo e fusione in osso di seppia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2003/05/136128.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 25 May 2003 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Laura-743</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2003/05/136128.shtml#comments</comments>
    <category>artigianato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Queste tecniche rappresentano ancora i procedimenti piu&#8217; usati per modellare<br />
artisticamente i metalli.</p>
<p>Il corso sarà centrato sulla produzione di forme basiche a martello.<br />
Inizieremo con un&#8217;analisi dei diversi metalli che si lasciano forgiare a freddo,<br />
seguita da un&#8217;investigazione sui tipi di fibula antichi e un&#8217;analisi del meccanismo<br />
della molla.</p>
<p>Si passerà ad una dimostrazione delle deformazioni plastiche fondamentali<br />
che i diversi tipi di martello e supporto producono su una barretta di metallo.<br />
A questo punto ogni allievo potrà forgiare il suo pezzo, prendendo familiarità<br />
con gli effetti di ogni colpo di martello.</p>
<p>Oltre alla fibula, si realizzeranno altre forme come braccialetti, anelli, collane<br />
ecc., esaminandone gli aspetti costruttivi, funzionali ed estetici. Gli allievi<br />
potranno acquisire una padronanza della forgiatura a freddo sufficiente a sviluppare<br />
forme inaspettate e originali. Un grande vantaggio è la possibilità<br />
di creare articoli finiti in un tempo breve, con un feedback immediato per l&#8217;allievo.</p>
<p><b>Fusione in osso di seppia</b></p>
<p>Trattasi di una tecnica che ispirò il grande artista Arnoldo Pomodoro,<br />
come ci viene confermato attraverso le sue stesse parole:</p>
<p>“La prima idea mi è venuta scavando e facendo dei segni su un osso<br />
di seppia. E lì ho visto che magari con una semplicità incredibile,<br />
scopiazzando gli Ittiti, i segni degli Assiri Babilonesi, riuscivo attraverso<br />
una corposità e la struttura farinacea dell&#8217;osso di seppia, a creare<br />
una fusione. Ho realizzato le mie prime sculture microscopiche. Da quel piccolo<br />
seme, ho avuto il coraggio di ingrandire ed approfondire la mia opera”.</p>
<p>La tecnica era molto usata in età rinascimentale, e sembra sia stata<br />
ereditata dall&#8217;antica civiltà Maya.</p>
<p>Realizzazione di getti usando stampi di osso di seppia. </p>
<p>Dopo qualche nozione storica su questa antica tecnica e sul suo uso in tempi<br />
recenti, si passa alla dimostrazione del metodo tradizionale di replica per<br />
impressione, mostrando i punti fondamentali: il posizionamento del modello,<br />
lo scavo della bocca di colata, l&#8217;uso degli sfiati e altri accorgimenti.</p>
<p>Dopodiché ciascuno allievo è invitato a preparare il suo osso<br />
per una replica e si farà una veloce fusione, così si sperimenta<br />
il processo e si evidenziano gli errori che è piú facile fare.<br />
Si passerà poi allo scavo diretto della forma nell&#8217;osso e ad altre tecniche<br />
piú complesse: fusioni di tubetti e lastrine, fusioni bimetalliche, inclusione<br />
di pietre, sassi e vetro, l&#8217;assemblaggio di pezzi fusi separatamente, stampi<br />
composti ecc. </p>
<p>Si esploreranno anche gli effetti di texture superficiali che vengono offerti<br />
dai diversi orientamenti degli strati dell&#8217;osso.</p>
<p>I risultati spaziano da repliche accurate di modelli precisi a forme libere,<br />
in parte imprevedibili e perciò stimolanti.</p>
<p>Nella seconda parte del corso gli allievi che si sono impadroniti delle due<br />
tecniche saranno incoraggiati a combinarle in una sintesi che esprima il loro<br />
stile personale. </p>
<p>Allievi con esperienza precedente possono includere nei loro lavori l&#8217;incassatura,<br />
il cesello, l&#8217;incisione ecc.</p>
<p>Contatti e informazioni:</p>
<p>Mario Cesari, Casa Funy</p>
<p>61016 Pennabilli</p>
<p>Telefono: 0541.928795-349.442570</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20030525000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20030525000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20030525000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20030525000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fartigianato%2Finterventi%2F2003%2F05%2F136128.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Queste tecniche rappresentano ancora i procedimenti piu&amp;#8217; usati per modellare
artisticamente i metalli.
Il corso sarà centrato sulla produzione di forme basiche a martello.
Inizieremo con[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Tagua: Due giovani artigiani italiani</title>
	<link>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/11/124579.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/11/124579.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 10 Nov 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Laura-743</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/11/124579.shtml#comments</comments>
    <category>tagua</category>
    <content:encoded><![CDATA[<table>
<tr>
<td width="202" align="center" valign="top">
<img src="http://mlbaronti1.supereva.it/Tagua_06.jpg" width="202" height="151">
</td>
<td width="391" valign="top">
Abbiamo incontrato la tagua durante un viaggio in Sud America e fino<br />
ad oggi lavorarla e creare sempre cose nuove con questo straordinario<br />
seme, ci carica di entusiasmo a tal punto che abbiamo deciso di chiamare<br />
il nostro laboratorio artigianale &#8220;Il Seme&#8221;.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="202" valign="top" align="center">
<img src="http://mlbaronti1.supereva.it/Tagua_07.jpg" width="202" height="151">
</td>
<td width="391" valign="top">Viviamo e lavoriamo in Umbria ma ci spostiamo<br />
frequentemente in varie città per portare i nostri prodotti artigianali<br />
nei mercatini locali dove incontriamo sempre tanta gente che immediatamente<br />
rimane affascinata da questo straordinario materiale naturale che è<br />
ancora molto poco conosciuto dalle nostre parti.</td>
</tr>
<tr>
<td width="202" valign="top" align="center">
<img src="http://mlbaronti1.supereva.it/Tagua_05.jpg" width="202" height="151">
</td>
<td width="391" valign="top">Da qualche anno ci siamo specializzati in oggettistica<br />
e bigiotteria e realizziamo supporti per incenso, collane, portachiavi,<br />
anelli, sali-scendi e quant&#8217;altro si presti ad essere realizzato con i semi<br />
di tagua che, avendo dimensioni piuttosto contenute, non consentono di realizzare<br />
oggetti molto grandi. Recentemente abbiamo cominciato ad abbinare la tagua<br />
color avorio con semi di palme simili ma dall&#8217;aspetto screziato ma i risultati<br />
più soddisfacenti li stiamo ottenendo abbinando la tagua al legno.</td>
</tr>
<tr>
<td width="202" valign="top" align="center">
<img src="http://mlbaronti1.supereva.it/Tagua_03.jpg" width="202" height="151">
</td>
<td width="391" valign="top">La lavorazione della tagua ed in genere dei prodotti<br />
naturali che non possono essere trattati industrialmente consente di realizzare<br />
dei veri pezzi unici poichè ogni noce è naturalmente diversa<br />
dall&#8217;altra e ogni oggetto acquista le sue personalissime caratteristiche.<br />
Anche volendo non potremmo mai e poi mai realizzare due oggetti identici.<br />
Ed è proprio questo ciò che ci dà maggiore soddisfazione<br />
e più di ogni altra cosa stimola la nostra creatività: la<br />
certezza che ogni seme susciterà suggestioni diverse e uniche. Da<br />
tutti i nostri prodotti si può notare quanto questa noce sia realmente<br />
simile all&#8217;avorio tanto da poterlo sostituire del tutto. Ma forse il pregio<br />
più significativo della tagua è legato al fatto che sostituendone<br />
l&#8217;utilizzo a quello dell&#8217;avorio si salvaguardia la vita degli elefanti.</td>
</tr>
</table>
 
    <p><map name="google_ad_map_20021110000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20021110000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20021110000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20021110000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fartigianato%2Finterventi%2F2002%2F11%2F124579.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Abbiamo incontrato la tagua durante un viaggio in Sud America e fino
ad oggi lavorarla e creare sempre cose nuove con questo straordinario
seme, ci carica di entusiasmo a tal punto che abbiamo[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Dal lontano Sud America uno straordinario materiale</title>
	<link>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/11/124580.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/11/124580.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 10 Nov 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Laura-743</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/11/124580.shtml#comments</comments>
    <category>tagua</category>
    <content:encoded><![CDATA[<table width="472" border="0">
<tr>
<td align="center" valign="top" width="166">
<img src="http://mlbaronti1.supereva.it/TaguaNutSmall.jpg" width="164" height="125">
</td>
<td width="290" align="left" valign="top">
&#8220;TAGUA&#8221; anche chiamato l&#8217;avorio vegetale, è il nocciolo<br />
di un frutto prodotto da una pianta che prospera nella foresta pluviale<br />
del Sud America ed in particolare dell&#8217;Equador. L&#8217;albero che lo produce<br />
è della famiglia delle palme il cui nome scientifico è &#8220;Phytelephas<br />
macrocarpa&#8221; (dal greco phyton=:pianta ed elephas=elefante). Ne esistono<br />
diverse varietà che sono conosciute con nomi diversi ma che producono<br />
il seme tutte secondo lo stesso processo naturale. La palma della tagua<br />
è un albero che cresce molto lentamente, la sola germinazione dura<br />
mediamente 7 anni.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="166">
<img src="http://mlbaronti1.supereva.it/TaguaBirdSmall.jpg" width="87" height="136">
</td>
<td width="290" align="left" valign="top">Nei primi anni, il tronco non è<br />
visibile e le fronde rigogliose sono dritte come lance. Quando l&#8217;albero<br />
arriva ad avere circa 40 anni, fiorisce. L&#8217;albero maschio produce un bellissimo<br />
fiore tropicale, mentre l&#8217;albero femmina ne produce uno molto particolare<br />
costituito da filamenti intrecciati che diventeranno il grappolo dal quale<br />
nasceranno i frutti.</td>
</tr>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="166">
<img src="http://mlbaronti1.supereva.it/TaguaFigurinesSmall.jpg" width="157" height="132"><img src="http://mlbaronti1.supereva.it/TaguaFlowerSmall.jpg" width="75" height="94">
</td>
<td width="290" align="left" valign="top">
Quando l&#8217;albero femmina inizia a produrre i frutti, continua poi a farlo<br />
in modo molto regolare e continuativo. E&#8217; grazie a questo tipo di pianta<br />
che gli indigeni e gli animali che abitano quelle zone riescono a sopravvivere<br />
all&#8217;interno ed intorno alla foresta pluviale. Quando è ancora fresco,<br />
il frutto, chiamato &#8220;mococha&#8221; è pieno di un liquido che<br />
ha il sapore molto simile al latte di soia. Quando il frutto invecchia,<br />
il liquido caglia e si solidifica, formando il nocciolo. In ogni grappolo<br />
di frutti ci sono svariati noccioli e ciascun frutto produce circa 20<br />
libbre di avorio vegetale&#8230;più o meno la stessa quantità<br />
di avorio che possiamo ricavare dalla zanna di un elefante femmina.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td align="center" valign="top" width="166">
</td>
<td width="290" align="left" valign="top">
In alcuni paesi, i frutti freschi dell&#8217;avorio vegetale sono consumati<br />
come cibo sia dagli animali che dagli uomini, mentre più tardi<br />
i noccioli vengono bolliti per ricavare dalle fibre esterne una specie<br />
di grasso vegetale utilizzato per la cucina.</p>
<p>Ma l&#8217;utilizzo più interessante dei noccioli di tagua è<br />
quello che ne fanno gli artisti locali che riescono, con grande maestria,<br />
a realizzare oggetti, gioielli, miniature e persino bottoni proprio come<br />
farebbero con l&#8217;avorio animale. Poichè i noccioli sono ovviamente<br />
uno diverso dall&#8217;altro soprattutto in dimensioni, non è possibile<br />
produrre in modo massiccio e industriale questi graziosi oggettini e tutto<br />
è quindi rigorosamente realizzato a mano.</p>
<p>Visitate le gallerie dei lavori dei siti che vi segnalo e ne avrete di<br />
che rimanere stupiti.</p>
</td>
</tr>
</table>
 
    <p><map name="google_ad_map_20021110000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20021110000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20021110000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20021110000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fartigianato%2Finterventi%2F2002%2F11%2F124580.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>&amp;#8220;TAGUA&amp;#8221; anche chiamato l&amp;#8217;avorio vegetale, è il nocciolo
di un frutto prodotto da una pianta che prospera nella foresta pluviale
del Sud America ed in particolare[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Tagua da vedere e da comprare</title>
	<link>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/11/124607.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/11/124607.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 10 Nov 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Laura-743</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/11/124607.shtml#comments</comments>
    <category>tagua</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Tantissimi piccoli capolavori in avorio vegetale</p>
<p><a href="http://www.middleworldtreasures.com/tagua.htm">http://www.middleworldtreasures.com/tagua.htm</a></p>
<p>Tantissimi oggettivi da acquistare on line</p>
<p><a href="http://www.tagua-rainforest-ivory.com/default.asp">http://www.tagua-rainforest-ivory.com/default.asp</a></p>
<p>Galleria di lavori da non perdere !</p>
<p><a href="http://www.tagua2go.com">http://www.tagua2go.com </a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20021110000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20021110000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20021110000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20021110000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fartigianato%2Finterventi%2F2002%2F11%2F124607.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Tantissimi piccoli capolavori in avorio vegetale
http://www.middleworldtreasures.com/tagua.htm
Tantissimi oggettivi da acquistare on line
http://www.tagua-rainforest-ivory.com/default.asp
Galleria di[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Siti da visitare sulla lavorazione del feltro</title>
	<link>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/09/118388.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/09/118388.shtml</guid>
	<pubDate>Tue, 17 Sep 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Laura-743</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/09/118388.shtml#comments</comments>
    <category>feltro</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Sito in italiano con inforazioni utili sulla lavorazione del feltro.</p>
<p><a href="http://www.geocities.com/evabasile/felt/">http://www.geocities.com/evabasile/felt/</a></p>
<p>Per saperne di piu&#8217; sulla lavorazione, conservazione e pulitura del feltro ma anche per dare per ammirare tanti oggetti realizzati con questo straordinario materiale naturale.</p>
<p><a href="http://users.verat.net/%7Eadanemez/Feltro/Feltro.htm">http://users.verat.net/~adanemez/Feltro/Feltro.htm</a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20020917000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20020917000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20020917000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20020917000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fartigianato%2Finterventi%2F2002%2F09%2F118388.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Sito in italiano con inforazioni utili sulla lavorazione del feltro.
http://www.geocities.com/evabasile/felt/
Per saperne di piu&amp;#8217; sulla lavorazione, conservazione e pulitura del feltro ma anche[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Il magico feltro</title>
	<link>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/09/118384.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/09/118384.shtml</guid>
	<pubDate>Mon, 16 Sep 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Laura-743</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/artigianato/interventi/2002/09/118384.shtml#comments</comments>
    <category>feltro</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Non si hanno notizie precise riguardo la creazione dei primi feltri, ma sicuramente<br />
fu una scoperta casuale, avvenuta quando qualcuno notò che la lana, usata<br />
per foderare le scarpe, con l&#8217;andar del tempo sabuva una trasformazione diventando<br />
una massa compatta simile a un tessuto.</p>
<p>Una leggenda attribuì la scoperta del feltro a San Clemente e per questa<br />
ragione, già nel Medio Evo, i feltrai lo festeggiano come loro santo<br />
patrono.</p>
<p>Nel corso dei secoli la tecnica per confezioanre il feltro andò perfezionandosi<br />
e sviluppandosi, fino a diventare un&#8217;industria a sè stante strettamente<br />
legata alla manifattura dei cappelli. La materia prima più usata era<br />
il pelo di coniglio o di castoro, i metodi di lavorazione erano tanti e prevedevano<br />
l&#8217;impiego di sostanze chimiche diverse.</p>
<p>Dopo la seconda guerra mondiale il cappello andò gradualmente perdendo<br />
il suo posto di accessorio indispensabile per un abbigliamento alla moda, e<br />
per molti anni il feltro rimase confinato a usi strettamente industriali. Successivamente<br />
si iniziò a impiegarlo nella confezione di elementi di arredamento come<br />
tappeti e tappezzerie; oggi, grazie alla fantasia dei disegnatori di moda, il<br />
feltro sta vivendo una nuova stagione nel campo dell&#8217;abbigliamento. </p>
<p><b>La produzione</b></p>
<p>I feltri si possono trovare in colore bianco candeggiato o anche nelle tinte<br />
più varie ed il loro uso è comune, a prescindere dai feltri adoperati<br />
nella cappelleria, alle industrie più disparate; alla selleria, alla<br />
tappezzeria, alla confezione di tappeti, di smorzatori delle corde del pianoforte,<br />
di isolanti per tubature etc.Negli ultimi anni i feltrai più all&#8217;avanguardia<br />
hanno tentato strade sperimentali nella lavorazione di feltri adatti per confezionare<br />
arazzi, decorazioni natalizie e accessori. Il feltro può essere liscio<br />
oppure operato, ma si può anche dipingere o stampare con effetti molto<br />
delicati. La capacità di assorbimento del materiale può essere<br />
sfruttata per ottenere linee morbide o uno studiato effetto a rilievo. Si possono<br />
produrre feltri di ogni spessore e consistenza, a seconda della lunghezza e<br />
della qualità delle fibre impiegate; per esempio ne esistono di morbidi<br />
e vellutati o addirittura di così fini e sottili da essere quasi trasparenti.<br />
Date le sue caratteristiche di semplicità, il feltro si usa spesso anche<br />
per confezionare giocattoli adatti a bambini molto piccoli, per esempio i classici<br />
burattini, che possono essere facilmenti realizzati da un principiante.</p>
<p><b>I materiali</b></p>
<p>La materia prima fondamentale per una produzione artigianale è la lana<br />
di pecora perchè non richiede un trattamento chimico troppo complesso<br />
per la follatura. Osservato al microscopio, un filo di lana presenta una struttura<br />
embricata; infatti le sue fibre sono ricoperte da squamette sovrapposte le une<br />
sulle altre come embrici, e sono proprio queste squame che durante la follatura<br />
si incastrano tra loro dando vita al feltro. Non tutte le qualità di<br />
lana però sono adatte: la lana mohair, per esempio, ha una struttura<br />
troppo liscia perchè la lavorazione riesca bene. Questa è l&#8217;attrezzatura<br />
richiesta: l&#8217;occorrente per tingere, nel caso si voglia un feltro colorato;<br />
una cardatrice a tamburo, cioè uno strumento manuale che serve a pettinare<br />
la lana; un piano di lavoro e qualcosa di flessibile in cui arrotolare la lana;<br />
un ferro da stiro ed un panno bagnato per dare il tocco di finitura al feltro.</p>
<p>La lana si acquista presso i negozi specializzati ed, in genere, è già<br />
lavata e pulita. La lunghezza delle fibre influisce sulla morbidezza della stoffa<br />
e per questo la maggior parte degli artigiani preferisce impiegare fibre piuttosto<br />
corte per ottenere un feltro più leggero e morbido. La qualità<br />
della lana non è costante, ma varia da partita a partita e da un anno<br />
all&#8217;altro, perchè le condizioni generali della pecora e addirittura la<br />
quantità di pioggia caduta influiscono sulla crescita e sulla bellezza<br />
del vello.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20020916000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20020916000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20020916000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20020916000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fartigianato%2Finterventi%2F2002%2F09%2F118384.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Non si hanno notizie precise riguardo la creazione dei primi feltri, ma sicuramente
fu una scoperta casuale, avvenuta quando qualcuno notò che la lana, usata
per foderare le scarpe, con[...]</description>
	
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