L’arte della pirografia (dal greco pyr=fuoco e grafo=scrivo) era un tempo una tecnica essenziale utilizzata persino per scavare e decorare le piroghe degli indigeni. Si basava sul riscaldare sul fuoco ferri di varie forme e grandezze che, una volta arroventati venivano usati non solo per decorare ma anche per lavorare ed incidere il legno, il cuoio e il sughero.
Nel Medioevo la pirografia era largamente usata per decorare oggetti di legno di uso comune, mentre successivamente, specie in Occidente, essa fu usata quasi unicamente per imprimere marchi e logotipi su casse, turaccioli e oggetti di uso personale quali bastoni da passeggio, pettini ornamentali, caraffe.
L’avvento dell’elettricità, nel XX secolo, consentì di trovare una soluzione diversa e molto più comoda per arroventare lo strumento con il quale pirografare e nacque così il moderno pirografo.
Con il termine “pirografo”si può indicare, in italiano, sia l’artista che produce le pirografie (anche se i moderni dizionari definiscono tale artista più correttamente ‘pirografista’) sia l’apparecchio usato allo scopo.
Il pirografo è quindi un apparecchio elettrico che converte la corrente elettrica di rete normale, in corrente a bassa tensione. Vi è collegata un piccola cannuccia sulla quale si inserisce una punta intercambiabile munita di filamento che, arroventandosi, brucia ed incide il legno. In commercio esistono diversi tipi di apparecchi molto pratici sia ad una sola punta che a più punte e potete trovarli nei negozi per hobby o articoli per il “fai da te” oppure per belle arti.
Alcuni siti, che segnalo in quest’area, offrono una vasta gamma di prodotti per la pirografia, ivi inclusi oggetti in legno grezzo che possono facilmente essere utilizzati come base per le vostre creazioni.

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