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L'Alabastro di Volterra

Non si può parlare di Volterra senza associarvi l’idea d’immagine dell’alabastro.

Volterra ha
visto nascere con la civiltà etrusca il suo vero splendore e
con il contemporaneo sviluppo della lavorazione della “dolce pietra”
raffinata come il marmo più pregiato, traslucido al
pari delle più pure opaline, trasparente come il vetro, duttile
alla lavorazione come il legno, prezioso e variamente colorato,
istoriato come le pietre dure.

L’alabastro è una pietra
facilmente lavorabile, apprezzata in modo particolare dagli scultori.

Con il nome alabastro però sono
indicate due varietà: l’alabastro gessoso o del volterrano, il
più pregiato d’Europa per le sue caratteristiche di
compattezza, trasparenza e venatura, l’altra, l’alabastro
calcareo
, conosciuto con il nome d’albastro orientale.

L’alabastro gessoso a sua volta
si distingue fra gli alabastri di castellina e quelli del territorio volterrano.
Mentre la pietra di castellina è perfettamente traslucida e come tale si presta
alle applicazioni luminose, le varietà volterrane hanno
il pregio di essere differentemente colorate
.

Tra le caratteristiche
più curiose è interessante ricordare la sua possibilità
di cottura e di colorazione
: la cottura (effettuata
nel senso più classico del termine, bollendo il pezzo per pochi minuti) fa sì
che l’alabastro bianco trasparente si trasformi in una
pietra totalmente opaca e bianchissima, più dura, in grado di
far risaltare con particolare vivacità gli intagli e le decorazioni a

bassorilievo;

La colorazione,
utilizzata da secoli e facile a causa della porosità del materiale, è effettuata
per immersione ed è in grado di conferire agli alabastri chiari
le più incredibili gamme e tonalità cromatiche.

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