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Roma GALLERIA TEXTILIA via Margutta

Il Giardino dei Melograni; orario: dal martedì al sabato ore 11-19
















Un caleidoscopio di immagini multicolori del fiore e del frutto del melograno nelle varie fasi dello sviluppo, tappeti tessuti come vere e proprie tavole botaniche, ad opera di un gruppo di mercanti ebrei sefarditi appassionati di botanica, studiosi di astronomia e mistica che si stabilirono, nei primi anni del XVIII secolo, nelle Oasi del Turkestan orientale ai margini del deserto del Taklamakan – conosciute in Occidente con il nome di Samarkanda - lungo la Via della Seta. Queste le suggestioni di 50 straordinari esemplari dei famosissimi Tappeti del Melograno in mostra alla galleria Textilia di Roma a partire dal prossimo 2 Dicembre e fino al 28 Febbraio 2005.

Dopo le raffinatissime esposizioni dedicate all’arte del tappeto del Tibet e della Cina, agli hooked carpets americani, alla vivace stagione dell’Art Déco, la Galleria Textilia, diretta da Enzo e Roberto Danon, compie questa volta una complessa operazione di recupero offrendo, con Il Giardino dei Melograni, un’occasione unica per osservare in Italia queste preziose opere e la cultura ad esse sottesa.

La mostra, curata da Enzo e Roberto Danon con la collaborazione del Dipartimento di Judaica dell’Israel Museum di Gerusalemme, è intesa a ripercorrere i fondamenti del pensiero mistico ebraico presente in queste opere, e a mettere in rilievo i messaggi e i codici della Kabbalah celati tra le trame e gli orditi di questi magnifici tappeti, in cui ogni motivo è ispirato ai concetti dei maestri cabbalisti.

Tappeti come giardini, o meglio, un giardino di melograni riprodotto nello spazio di un tappeto. Se il giardino è il luogo magico, il rifugio sicuro dell’anima, il tappeto ne è il riflesso, in quanto area delimitata di meditazione e preghiera. E il melograno, simbolo del sogno e del desiderio, qui è il fil rouge che lega le diverse riproduzioni e che
rimanda l’osservatore a suggestioni lontane, fino al Giardino dell’Eden e al Tempio di Salomone. Ma esso, secondo le antiche culture del Vicino Oriente, è anche simbolo propiziatorio di fertilità e prosperità, e nella cultura ebraica assume un profondo valore affettivo grazie alla sua immagine che ricorda i frutti della Terra Promessa, tanto da fungere da ornamento dei rotoli della Torah, divenendone il simbolo stesso.
Questa cultura spirituale fu diffusa dai mercanti ebrei sefarditi attraverso l’arte del tappeto, in un percorso millenario che li condusse da Granada alle terre dell’impero ottomano fino all’Estremo Oriente. I mercanti sefarditi giunti nelle Oasi del Turkestan nel XVIII secolo furono gli eredi di questo straordinario dinamismo spirituale e commerciale. Nei testi cabbalistici, il melograno e l’albero della vita rappresentano la sfera legata al divino. Ed ecco il tappeto Albero della Vita a rappresentare il programma della creazione dei mondi, e il Giardino dei Melograni, simbolo e affermazione di fede.

“Essi annodano i famosi tappeti dai tanti colori… in nessun altro luogo sono fatti con tale bellezza”… I Tappeti del Melograno del XVIII secolo rappresentavano un dono raro e ambito in ogni casa, soprattutto in occasione di lieti eventi familiari, come matrimoni e nascite. Storicamente, i principali committenti dei tappeti di grandi dimensioni furono i dignitari della dinastia Qing che risiedevano nei Padiglioni Imperiali della Città Proibita, e i Marajah dei grandi Palaces nell’India dei Moghul.

A rievocare ancor più le suggestioni, le atmosfere, e la cultura in cui si collocava la produzione dei Tappeti del Melograno, particolare attenzione è stata data all’allestimento a cura di Ben Yosef, e alle musiche sefardite del M° David Ferara.

Il catalogo della mostra, completo delle riproduzioni a colori di tutti i tappeti esposti, è disponibile in galleria.



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